Disposizioni di legge per la valorizzazione di centri storici cittadini mediante l’utilizzo di fonti di energia rinnovabile e di investimenti nella ristrutturazione di edifici storici e in attività commerciali

  • Pubblicato il 21 Marzo 2019
  • da Liceo Classico "U. Foscolo", Canicattì (Agrigento)
Disposizioni di legge per la valorizzazione di centri storici cittadini mediante l’utilizzo di fonti di energia rinnovabile e di investimenti nella ristrutturazione di edifici storici e in attività commerciali

Onorevoli Senatori! - I centri storici, contenenti gran parte del nostro patrimonio artistico e architettonico, in molte realtà all'interno della nostra penisola mostrano uno stato di semi-abbandono e appaino totalmente distaccati dai nuovi bisogni dei singoli cittadini e dell’intera popolazione. Oramai vi è quasi un'indifferenza mista a rassegnazione nel passare all'interno del proprio centro cittadino e vedere case e palazzi storici fatiscenti e pericolanti, un insieme di buche, comunemente chiamate strade, impreziosite da mucchi di immondizia lungo i lati delle stesse e desolazione dovuta a mancanza di vitalità e attività commerciali che attraggano turisti e cittadini. In ragion di ciò l’obiettivo del disegno di legge che si propone è il recupero, la salvaguardia e la tutela dei nuclei storici, ritenuti elementi fondamentali non solo per la conservazione ma anche per la valorizzazione dell'intero patrimonio culturale, sociale ed economico del nostro territorio.
In tale direzione un primo intervento si occupa di finanziare le ristrutturazioni per rendere le strutture sicure funzionali e fruibili. Contemporaneamente si prevede l’attuazione di un serio processo di urbanizzazione al fine di migliorare la viabilità nei centri storici, creare sistemi di raccolta dei rifiuti efficienti e aree pedonali necessarie per immergersi nelle bellezze dei nostri centri storici. A tal proposito sembra doveroso spendere qualche parola anche in merito alla raccolta dei rifiuti organici, poiché essi, se convogliati in digestori anaerobici, mediante processi di cogenerazione, possono produrre l'energia elettrica utile a soddisfare il fabbisogno energetico dei nostri centri storici, portandoli all'avanguardia dal punto di vista ecologico. L'ultimo aspetto trattato nel disegno di legge riguarda l’obiettivo di incentivare la realizzazione di nuove attività legate alle tradizioni dei territori; risulta quasi superfluo sottolineare l'importanza per le economie locali di avere un centro storico pieno di vita che porti benessere all'intera cittadinanza. Quest'ultimo punto prevede dei prestiti agevolati e degli incentivi per coloro i quali decidano di aprire un'attività commerciale legata alla promozione del territorio, delle sue tradizioni e delle sue tipicità.

Art.1
(Finalità)
1.    Il presente disegno di legge sostiene il recupero, la salvaguardia, e la rivitalizzazione dei centri storici, al fine di promuovere lo sviluppo economico, sociale, ambientale e culturale sostenibili, nonché incrementare il turismo e la effettiva fruizione alla collettività delle bellezze storico- architettoniche.

Art.2
(Definizione)
1. Per la individuazione dei centri storici si rinvia agli strumenti urbanistici territoriali.

Art. 3
(Recupero e ripopolamento centro storico)
1.    I proprietari di immobili, singoli o consorziati, le cooperative edilizie, i condomini e le imprese possono ottenere un finanziamento per gli interventi di recupero da eseguire nei centri storici.
2.    Il restauro di un immobile situato nel centro storico consente di usufruire di un finanziamento erogato dallo Stato per mezzo del Comune pari al 50 % a fondo perduto; il restante 50% con finanziamento a tasso di interesse agevolato dell’1,5 % erogato da Istituti di credito appositamente convenzionati con lo Stato.
3.    Per restauro si intende l'intervento diretto sul bene attraverso un complesso di operazioni finalizzate all'integrità materiale ed al recupero dello stesso.
4.    Ulteriori agevolazioni: riduzione del 25% dell’IMU e della TASI.

Art.4
(Spese ammissibili al finanziamento)
1.    Sono finanziabili lavori concernenti esclusivamente il restauro e la conservazione degli immobili, ivi incluse le opere di consolidamento.
2.    Sono ammissibili anche i costi inerenti la predisposizione degli impianti di tipo tradizionale come l’impianto idrico, igienico-sanitario ed elettrico e le spese tecniche relative alle opere di restauro e conservazione, come le parcelle professionali.

Art.5
(Agevolazioni per la creazione di attività commerciali all’interno del centro storico)
1.    Premesso che il presente disegno di legge si propone di rinforzare le piccole realtà turistiche, attivando delle strategie incentivanti e valorizzanti su misura proprio per tali mete.
2.    Si prevede l’impegno di fondi statali per incentivare la creazione di nuove attività indirizzate a rivitalizzare il Centro Storico.
3.    Sono previste concessioni di agevolazioni fiscali e tributarie a soggetti che intendano realizzare attività imprenditoriali volti a controllare e migliorare la qualità dei flussi turistici e a valorizzare le risorse locali, gli incentivi saranno destinati a stimolare l’artigianato locale, le produzioni tipiche e l’imprenditorialità locale, in modo tale da meglio sviluppare un’identità locale e una cultura dell’accoglienza.
4.    I beneficiari di dette agevolazioni hanno l’obbligo di tenere in esercizio l’attività imprenditoriale nel Centro Storico per almeno 5 anni a decorrere dalla data di concessione del beneficio.

Art. 6
(Attività oggetto delle agevolazioni)
1.    Le attività riconosciute ai fini della concessione dei benefici sono:
a.    Artigianato;
b.    Fornitura di servizi destinati al turismo;
c.    Commercio al dettaglio di prodotti certificati biologici, DOP e IGP del settore agroalimentare locale;
d.    Attività ricettive e/o ristorative.

Art. 7
(Modalità di erogazione del finanziamento)
1. Le attività di cui all’art. 5 sono finanziabili con un tasso di interesse agevolato dell’1,5% erogati da Istituti di credito appositamente convenzionati con lo Stato per somme pari al 50% della spesa totale.
2. Sono inoltre richiedibili le seguenti agevolazioni:
a.    esenzione dal tributo dovuto per il servizio rifiuti (TARI);
b.    riduzione del 50% delle imposte IMU e TASI.
3.    Le agevolazioni previste al comma 2 del presente articolo, sono richiedibili solo per i primi tre anni di attività.

Art.8
(Pulizia urbana)
1.    Il disegno di legge prevede l’azione di mezzi ad energia solare chiamati (isole ecologiche itineranti sulle quali sono ubicati gli appositi contenitori per i rifiuti) per compiere il servizio di pulizia e raccolta differenziata.

Art. 9
(Modalità di erogazione delle agevolazioni)
1.    I Comuni che fanno uso del servizio di cui al comma precedente, per mezzo di aziende private, possono usufruire di un contributo statale pari al 20% del costo totale del servizio.
2.    Ai Comuni che erogano il servizio di pulizia urbana in proprio, verranno concessi contributi pari al 30% del costo totale per l’acquisto di mezzi di cui all’art.7, il restante 70% con finanziamento a tasso di interesse agevolato dell’1,5 % erogato da Istituti di credito appositamente convenzionati con lo Stato.

Art. 10
(Copertura finanziaria)
1.    I Ministeri dell’Interno, dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente sono autorizzati a istituire fondi congiunti pari ad euro 8.000.000 per la copertura dei contributi e delle agevolazioni concesse per le iniziative di cui agli artt. 2, 4 e 7 del presente disegno di legge.
2.    I fondi di cui al comma precedente derivano per il 40% dalla vendita del patrimonio immobiliare dello Stato in disuso, il 40% dai proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie previste dall’art. 263 Codice dell’ambiente D.lgs. 3 aprile 2006, n. 152 e il 20% dai proventi dalla lotta all’evasione fiscale.

 

il 10/04/2019
Enrico Ancona - Liceo Classico "Ugo Foscolo", Canicattì (AG)
ha proposto il seguente emendamento:
Emendamento 3.1 All'articolo 3 comma 2 sostituire la dicitura: " pari al 50 % a fondo perduto; il restante 50%" con la dicitura: "pari al 40 % a fondo perduto; il restante 60%".

Ancona, Destro, Lodico
Approvato
  • Voti totali: 31
  • Favorevoli: 29
  • Contrari: 2
  • Astenuti: 0
il 10/04/2019
Filippo Granata - Liceo Classico “U. Foscolo”, Canicattì (AG)
ha proposto il seguente emendamento:
Emendamento 7.1 all'articolo 7 comma 3 sostituire la dicitura: " primi tre anni" con la dicitura: "primi quattro anni".
Granata, La Carrubba.
Approvato
  • Voti totali: 30
  • Favorevoli: 30
  • Contrari: 0
  • Astenuti: 0
il 10/04/2019
Paola Puma - Liceo classico "U.Foscolo", AG
ha proposto il seguente emendamento:
Emendamento 10.1 all'articolo 10 comma 1 sostituire la dicitura: “euro 8.000.000” con la dicitura: “euro 12.000.000”.

Puma Paola, Manna, Mulone
Approvato
  • Voti totali: 30
  • Favorevoli: 28
  • Contrari: 2
  • Astenuti: 0
il 10/04/2019
roberta gaetani - Liceo Classico "U. Foscolo", Canicattì (AG)
ha proposto il seguente emendamento:
Emendamento 10.2 all'articolo 10 comma 1 sostituire la dicitura: “artt. 2, 4 e 7
” con la dicitura: “artt. 3, 4, 5, 6 e 8”.


Giordano, Gaetani
Approvato
  • Voti totali: 30
  • Favorevoli: 30
  • Contrari: 0
  • Astenuti: 0

Onorevoli Senatori! - I centri storici, contenenti gran parte del nostro patrimonio artistico e architettonico, in molte realtà all'interno della nostra penisola mostrano uno stato di semi-abbandono e appaino totalmente distaccati dai nuovi bisogni dei singoli cittadini e dell’intera popolazione. Oramai vi è quasi un'indifferenza mista a rassegnazione nel passare all'interno del proprio centro cittadino e vedere case e palazzi storici fatiscenti e pericolanti, un insieme di buche, comunemente chiamate strade, impreziosite da mucchi di immondizia lungo i lati delle stesse e desolazione dovuta a mancanza di vitalità e attività commerciali che attraggano turisti e cittadini. In ragion di ciò l’obiettivo del disegno di legge che si propone è il recupero, la salvaguardia e la tutela dei nuclei storici, ritenuti elementi fondamentali non solo per la conservazione ma anche per la valorizzazione dell'intero patrimonio culturale, sociale ed economico del nostro territorio.
In tale direzione un primo intervento si occupa di finanziare le ristrutturazioni per rendere le strutture sicure funzionali e fruibili. Contemporaneamente si prevede l’attuazione di un serio processo di urbanizzazione al fine di migliorare la viabilità nei centri storici, creare sistemi di raccolta dei rifiuti efficienti e aree pedonali necessarie per immergersi nelle bellezze dei nostri centri storici. A tal proposito sembra doveroso spendere qualche parola anche in merito alla raccolta dei rifiuti organici, poiché essi, se convogliati in digestori anaerobici, mediante processi di cogenerazione, possono produrre l'energia elettrica utile a soddisfare il fabbisogno energetico dei nostri centri storici, portandoli all'avanguardia dal punto di vista ecologico. L'ultimo aspetto trattato nel disegno di legge riguarda l’obiettivo di incentivare la realizzazione di nuove attività legate alle tradizioni dei territori; risulta quasi superfluo sottolineare l'importanza per le economie locali di avere un centro storico pieno di vita che porti benessere all'intera cittadinanza. Quest'ultimo punto prevede dei prestiti agevolati e degli incentivi per coloro i quali decidano di aprire un'attività commerciale legata alla promozione del territorio, delle sue tradizioni e delle sue tipicità.
 

Art.1
(Finalità)
1. Il presente disegno di legge sostiene il recupero, la salvaguardia, e la rivitalizzazione dei centri storici, al fine di promuovere lo sviluppo economico, sociale, ambientale e culturale sostenibili, nonché incrementare il turismo e la effettiva fruizione alla collettività delle bellezze storico- architettoniche.

Art.2
(Definizione)
1. Per la individuazione dei centri storici si rinvia agli strumenti urbanistici territoriali.

Art. 3
(Recupero e ripopolamento centro storico)
1. I proprietari di immobili, singoli o consorziati, le cooperative edilizie, i condomini e le imprese possono ottenere un finanziamento per gli interventi di recupero da eseguire nei centri storici.
2. Il restauro di un immobile situato nel centro storico consente di usufruire di un finanziamento erogato dallo Stato per mezzo del Comune pari al 40 % a fondo perduto; il restante 60% con finanziamento a tasso di interesse agevolato dell’1,5 % erogato da Istituti di credito appositamente convenzionati con lo Stato.
3. Per restauro si intende l'intervento diretto sul bene attraverso un complesso di operazioni finalizzate all'integrità materiale ed al recupero dello stesso.
4. Ulteriori agevolazioni: riduzione del 25% dell’IMU e della TASI.

Art.4
(Spese ammissibili al finanziamento)
1. Sono finanziabili lavori concernenti esclusivamente il restauro e la conservazione degli immobili, ivi incluse le opere di consolidamento.
2. Sono ammissibili anche i costi inerenti la predisposizione degli impianti di tipo tradizionale come l’impianto idrico, igienico-sanitario ed elettrico e le spese tecniche relative alle opere di restauro e conservazione, come le parcelle professionali.

Art.5
(Agevolazioni per la creazione di attività commerciali all’interno del centro storico)
1. Premesso che il presente disegno di legge si propone di rinforzare le piccole realtà turistiche, attivando delle strategie incentivanti e valorizzanti su misura proprio per tali mete.
2. Si prevede l’impegno di fondi statali per incentivare la creazione di nuove attività indirizzate a rivitalizzare il Centro Storico.
3. Sono previste concessioni di agevolazioni fiscali e tributarie a soggetti che intendano realizzare attività imprenditoriali volti a controllare e migliorare la qualità dei flussi turistici e a valorizzare le risorse locali, gli incentivi saranno destinati a stimolare l’artigianato locale, le produzioni tipiche e l’imprenditorialità locale, in modo tale da meglio sviluppare un’identità locale e una cultura dell’accoglienza.
4. I beneficiari di dette agevolazioni hanno l’obbligo di tenere in esercizio l’attività imprenditoriale nel Centro Storico per almeno 5 anni a decorrere dalla data di concessione del beneficio.

Art. 6
(Attività oggetto delle agevolazioni)
1. Le attività riconosciute ai fini della concessione dei benefici sono:
a. Artigianato;
b. Fornitura di servizi destinati al turismo;
c. Commercio al dettaglio di prodotti certificati biologici, DOP e IGP del settore agroalimentare locale;
d. Attività ricettive e/o ristorative.

Art. 7
(Modalità di erogazione del finanziamento)
1. Le attività di cui all’art. 5 sono finanziabili con un tasso di interesse agevolato dell’1,5% erogati da Istituti di credito appositamente convenzionati con lo Stato per somme pari al 50% della spesa totale.
2. Sono inoltre richiedibili le seguenti agevolazioni:
a. esenzione dal tributo dovuto per il servizio rifiuti (TARI);
b. riduzione del 50% delle imposte IMU e TASI.
3. Le agevolazioni previste al comma 2 del presente articolo, sono richiedibili solo per i primi quattro anni di attività.

Art.8
(Pulizia urbana)
1. Il disegno di legge prevede l’azione di mezzi ad energia solare chiamati (isole ecologiche itineranti sulle quali sono ubicati gli appositi contenitori per i rifiuti) per compiere il servizio di pulizia e raccolta differenziata.

Art. 9
(Modalità di erogazione delle agevolazioni)
1. I Comuni che fanno uso del servizio di cui al comma precedente, per mezzo di aziende private, possono usufruire di un contributo statale pari al 20% del costo totale del servizio.
2. Ai Comuni che erogano il servizio di pulizia urbana in proprio, verranno concessi contributi pari al 30% del costo totale per l’acquisto di mezzi di cui all’art.7, il restante 70% con finanziamento a tasso di interesse agevolato dell’1,5 % erogato da Istituti di credito appositamente convenzionati con lo Stato.

Art. 10
(Copertura finanziaria)
1. I Ministeri dell’Interno, dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente sono autorizzati a istituire fondi congiunti pari ad euro 12.000.000 per la copertura dei contributi e delle agevolazioni concesse per le iniziative di cui agli artt. 3, 4, 5, 6 e 8 del presente disegno di legge.
2. I fondi di cui al comma precedente derivano per il 40% dalla vendita del patrimonio immobiliare dello Stato in disuso, il 40% dai proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie previste dall’art. 263 Codice dell’ambiente D.lgs. 3 aprile 2006, n. 152 e il 20% dai proventi dalla lotta all’evasione fiscale.

Approfondimenti

Al fine di redigere il disegno di legge oggetto di concorso, abbiamo approfondito le seguenti tematiche:
·    Riqualificazione del patrimonio storico-artistico dei centri cittadini, mediante la ristrutturazione degli edifici pubblici e privati.
·    La manutenzione e la pulizia del centro storico applicando il sistema della raccolta differenziata e la realizzazione di isole pedonali.
·    La riduzione dell’inquinamento atmosferico e acustico introducendo mezzi di locomozione ecosostenibili.
La proposta di legge oggetto del concorso si incentra sul problema dell’abbandono dei centri storici cittadini, che sovente sono in uno stato di trascuratezza e decadimento, sia a livello edilizio che urbano. Per risolvere la questione bisogna occuparsi della messa in sicurezza e della riqualificazione degli edifici pubblici e privati, nonché del riutilizzo di tali edifici per favorire l’economia locale e la valorizzazione delle bellezze storiche e architettoniche del paese. La rivitalizzazione culturale, sociale, ambientale ed economica dei centri storici potrà fornire nuovi sbocchi occupazionali ed un migliore sviluppo dei territori. In primo luogo verranno stanziati dei finanziamenti ai proprietari degli edifici interessati alla ristrutturazione che dovranno essere utilizzati entro quattro anni. Il recupero dei centri storici passerà attraverso la messa in sicurezza degli edifici, che saranno resi funzionali per le nuove esigenze abitative o economiche.
Un’altra parte dei finanziamenti sarà destinata ai privati intenzionati all’apertura o al rilancio di attività economiche negli immobili recuperati.
La riqualificazione del centro storico deve andare di pari passo con la manutenzione e la pulizia dello stesso. In virtù di ciò il disegno include anche un sistema alternativo di raccolta differenziata. Quest’ultima ha come finalità quella di ridurre l’inquinamento
globale, evitare il depauperamento della bellezza urbana e accrescere il PIL nazionale attraverso il commercio dei prodotti derivanti dalla lavorazione dei rifiuti. Il sistema di raccolta da adottare prevede l’utilizzo di camion itineranti a energia solare sui quali sono ubicati gli appositi contenitori per i rifiuti, ai quali si può accedere mediante una tessera personalizzata che permette la tracciabilità di questi.
Infine è doveroso limitare l’inquinamento atmosferico e acustico prodotto da mezzi a combustibile fossile introducendo veicoli ecocompatibili. Questa iniziativa partirà dal centro storico per poi, una volta consolidata, estendersi a tutto il centro urbano.

La seguente relazione ha come obiettivo di sintetizzare le normative vigenti riguardo all’adozione di misure in favore dei residenti nei piccoli comuni e delle attività produttive ivi insediate e le disposizioni generali riguardo alla raccolta differenziata di rifiuti.
Per quanto concerne le spese delle attività nei piccoli comuni, essi devono provvedere all’autofinanziamento. I piccoli comuni devono avere risorse autonome, secondo i principi di coordinamento della finanza pubblica. Queste risorse finanziano integralmente le funzioni pubbliche a loro attribuite. Per garantire uno sviluppo equilibrato nei piccoli comuni, possono essere promosse l’efficienza e la qualità dei servizi. I piccoli comuni, inoltre, possono istituire dei centri multifunzionali per la prestazione di una moltitudine di servizi e sono autorizzati a stipulare convenzioni e contratti di appalto con gli imprenditori agricoli locali. È stato istituito un fondo destinato al finanziamento di investimenti diretti alla tutela dell’ambiente e dei beni culturali. Nei centri storici è necessario realizzare interventi di riqualificazione urbana volti alla conservazione e al recupero del patrimonio edilizio. Bisogna anche favorire lo sviluppo sostenibile con strategie di green community. Nei centri storici e i borghi antichi abbandonati e/o parzialmente spopolati si può promuovere la realizzazione di alberghi diffusi. I piccoli comuni possono acquisire stazioni ferroviarie disabilitate della società ANAS Spa per realizzare circuiti e itinerari turistico-culturali ed enogastronomici. I piccoli comuni devono salvaguardare i piani paesaggistici e possono stipulare con la Chiesa cattolica convenzioni per la salvaguardia e il recupero dei beni culturali. I piccoli comuni possono beneficiare della rete a banda ultra larga, dei programmi di e-government e di buoni servizi postali. I piccoli comuni possono promuovere la commercializzazione dei prodotti agricoli e alimentari locali a chilometro utile mediante la vendita diretta. Ogni anno lo Stato si impegna a realizzare iniziative finalizzate alla produzione cinematografica in favore dei piccoli comuni.
Riguardo alle disposizioni generali sulla raccolta differenziata dei rifiuti, la normativa vigente promuove la gestione sostenibile dei rifiuti. Il piano persegue l’obiettivo della riduzione dei rifiuti prodotti, dell’effettivo recupero di materia ed energia e promuove l’innovazione tecnologica. È necessario dunque diffondere la cultura della corretta gestione dei rifiuti, la pubblicazione degli esiti di ricerche, la promozione di specifici processi educativi nell’ambito di istituti scolastici di ogni ordine e grado. Il servizio di gestione integrata permette di ottimizzare le operazioni di raccolta differenziata e smaltimento dei rifiuti: si prevedono incentivi e contributi in conto capitale per progetti riguardanti tale riduzione. Gli enti di area vasta esercitano le funzioni di organizzazione e controllo del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani. La conferenza d’ambito esercita le seguenti funzioni: programmare l’avvio a trattamento della frazione residuale indifferenziata del rifiuto organico e la realizzazione degli impianti a tecnologia complessa individuati in ragione delle esigenze di riciclaggio, recupero e smaltimento dei rifiuti. Gli enti di area vasta si occupano di approvare il piano d’ambito di area vasta. Il principio di autosufficienza si basa sullo smaltimento dei rifiuti urbani non pericolosi che avviene all’interno del territorio regionale. A proposito della gestione dei rifiuti speciali, bisogna precisare che è organizzata sulla base di centri polifunzionali. Dunque i principi della loro gestione sono: ridurne la pericolosità, incrementarne il riciclaggio, garantire la sostenibilità ambientale, promuovere la green economy, realizzare accordi per incoraggiare le imprese all’applicazione di tecniche industriali finalizzate all’eco progettazione, utilizzare prodotti riciclati nelle pubbliche amministrazioni, finanziare la ricerca ricorrendo a fondi europei e applicare il principio della simbiosi industriale.
In vista della normativa vigente affrontata, si può notare come sia possibile promuovere lo sviluppo economico locale dei borghi e dei piccoli comuni ed incrementare le tecnologie ecosostenibili per la raccolta dei rifiuti.