• #SID 2017 Gli incontri in Libreria

    #SID 2017 Gli incontri in Libreria

    Da lunedì 6 e fino a venerdì 10 febbraio, Le Settimane in Libreria tornano a parlare di sicurezza in rete con gli studenti che partecipano alle attività della Libreria.

     

    Martedì 7 febbraio alle ore 11, gli studenti del Liceo classico Manara di Roma hanno incontrato in Libreria il tenente colonnello dei Carabinieri Andrea Raffaelli, Comandante del Reparto Indagini Telematiche del ROS, e due funzionari del Senato, l'ingegner Marco Manini, capo dell'ufficio per la gestione dei sistemi informatici e l'ingegner Carlo Marchetti, capo dell'ufficio per lo sviluppo dei sistemi informativi automatizzati.

    L'incontro a più voci è stato raccontato da una diretta tweet sull'account @NavigareSicuri 7, attraverso alcuni dei temi sensibili della sicurezza informatica, dal corretto uso della rete internet fino alle dipendenze più comuni e pericolose.

    Vai a @NavigareSicuri7 per la diretta tweet

    Nella prima parte interattiva su Twitter, il colonnello Raffaelli ha esordito parlando proprio delle dipendenze create da un uso non corretto della Rete, da quelle sessuali fino a quelle relazionali, e ancora dipendenze da gioco e da abuso degli strumenti di ricerca, che nascondono tutte un problema con le relazioni reali. Il caso Pokemon Go è paradigmatico: il mondo virtuale fa danni reali, se non utilizzato nel modo corretto.

    La parola è passata quindi all'ingegner Manini, che ha raccontato ai ragazzi gli strumenti di sicurezza messi in campo dal Senato per i suoi utenti, che sono comunque validi aiuti per tutti. L'intervento è partito dalla consapevolezza nell'utilizzo dello strumento informatico: ciascuna generazione ha un approccio diverso alle novità tecnologiche, ma tutte condividono spesso una difficoltà con la conoscenza dei rischi. Dall'importanza delle password, fino al furto delle identità digitali e ancora i virus e il phishing, acquisire familiarità con gli strumenti di difesa è fondamentale per la vita lavorativa ma anche privata.

    Scarica l'opuscolo per la sicurezza informatica

    La seconda parte interattiva si è invece occupata del futuro dei contenuti sulla Rete, e quindi delle tracce che si lasciano postando indiscriminatamente su internet; inoltre è stato anche affrontato il problema dell'autorevolezza delle fonti, visto che in rete chiunque può pubblicare qualsiasi cosa, senza alcun controllo, tanto che bufale e falsità, anche se scoperte, non vengono rimosse.

     Mercoledì 8 febbraio alle ore 11.30 in Libreria si è svolto un incontro animato dagli studenti della 4a E del Liceo "Leonardo da Vinci" di Sora (FR) e dai senatori Elena Ferrara e Francesco Palermo, rispettivamente prima firmataria e relatore del disegno di legge sul cyberbullismo, appena approvato in terza lettura al Senato e tornato alla Camera.

    I ragazzi hanno presentato il loro video “Per un pugno di Like”, partecipante al concorso “Lezioni di Costituzione”, a. s. 2015-2016 e incentrato proprio sul tema del cyberbullismo. La sen. Ferrara si è complimentata vivamente con gli studenti e ha poi parlato di come - con la presentazione del disegno di legge sul cyberbullismo - abbia potuto portare la sua esperienza umana in ambito parlamentare.

    Il sen. Palermo, da parte sua, ha evidenziato che - come persona e come legislatore - chi ha lavorato su questo delicato progetto di legge si sia chiesto cosa una legge possa fare in casi come questi e, perfino, se abbia senso “fare” una legge. Il sen. Palermo ha posto una domanda agli studenti: «Serve una legge sul cyberbullismo? Di che tipo? Cosa potrà fare e come potrà agire?».

    La risposta di Roberto del Liceo “Da Vinci” è stata decisa: in un mondo in cui, per un giovane, l'“io” virtuale ha la stessa importanza di quello reale, bisogna entrare nel sistema scolastico e coinvolgere gli insegnati per trasmettere ai ragazzi - soprattutto ai più piccoli - il senso del rispetto delle persone e dei limiti.

    Il sen. Palermo ha affermato che questo è lo spirito del disegno di legge approvato in Senato in terza lettura: lasciare la tutela penale ai reati che già sono previsti dalla legislazione in vigore e puntare invece sulla prevenzione attraverso il sistema dell’istruzione. I percorsi scelti dal disegno di legge sul cyberbullismo nell’ultima lettura sono essenzialmente due: uno che mira a tutelare la persona offesa, attraverso la rimozione dei contenuti offensivi; l’altro che mira a censurare i responsabili (ricordiamo in questo caso minori) attraverso l’ammonimento da parte delle autorità giudiziarie.

    Al termine dell’incontro, caratterizzato da una forte partecipazione emotiva, i senatori hanno lasciato i ragazzi con un incoraggiamento a prevenire comportamenti da cyberbulli, domandandosi sempre «Cosa sto facendo? Sto usando lo strumento giusto? Lo sto utilizzando nel modo giusto?»

    Giovedì 9 febbraio alle ore 11, gli studenti dell'Istituto di istruzione superiore Panzini di Senigallia (An) hanno idealmente chiuso il ciclo di incontri sulla sicurezza in rete con un confronto a cui ha partecipato la senatrice Elena Ferrara.
    Dopo un'introduzione che ha ripercorso i momenti salienti della settimana - gli aspetti problematici dell'uso di internet e dei social network e le strategie per il corretto utilizzo, la visione dello spot "Per un pugno di like" del liceo Da Vinci di Sora -, i ragazzi hanno dimostrato attenzione verso l'argomento ponendo molte domande sulla normativa già esistente in tema di bullismo e cyberbullismo e sul perché ci sia così tanta discussione in Parlamento.

    Domande a cui ha risposto la senatrice Ferrara, prima firmataria del disegno di legge sulla materia (vai alla scheda del ddl 1261-B), ma soprattutto portatrice della sua esperienza con il primo caso acclarato di cyberbullismo, quello della giovane studentessa Carolina Picchio (la Ferrara era la sua insegnante delle medie), che si è tolta la vita a 14 anni in seguito alle vessazioni dei suoi compagni.
    Elena Ferrara ha spiegato cosa ha portato Carolina a suicidarsi, "la consapevolezza di aver perso per sempre la sua dignità e di aver avuto rovinata la reputazione", e attraverso la sua storia (ma anche quella di Andrea Spezzacatena, il "ragazzo dai pantaloni rosa") ha spiegato che la legge può delimitare un campo penale, ma deve necessariamente svolgere un compito educativo di recupero, sia per la vittima che per il bullo. Sono molti infatti gli aspetti coinvolti quando accadono episodi legati alla sfera intima di un minore e lo scopo del legislatore è preservare il presente ma soprattutto il futuro dei giovani.

    Con la consueta passione di chi questi temi li ha vissuti in prima persona, la senatrice ha quindi invitato tutti i giovani a essere consapevoli dell'importanza della loro testimonianza di regole e di legalità nei confronti di chi è vittima, ma anche di chi è carnefice.

     

    Vai alle immagini

    07/02/2017