Disposizioni in materia di utilizzo di telefoni cellulari e altri dispositivi elettronici nelle scuole

  • Pubblicato il 02 Aprile 2019
  • da IPSEOA "A. Celletti", Formia (Latina)
Disposizioni in materia di utilizzo di telefoni cellulari e altri dispositivi elettronici nelle scuole

Onorevoli Senatori - La proposta di legge che vi presentiamo consegue a un percorso che abbiamo seguito nella nostra scuola, l’I.P.S.E.O.A. “A. Celletti” di Formia (LT).
Tutto nasce dalla di un articolo dal titolo “L’attenzione del pesce rosso batte quella dell’uomo iperconnesso”, pubblicato sul Corriere della Sera del 14 ottobre 2018, a firma della giornalista Ida Bozzi.
Il testo preannunciava e sintetizzava la puntata “Iperconnessi”, del programma “Presa Diretta”, che sarebbe andata in onda il giorno successivo, il 15 ottobre, su Rai Tre.
Il titolo stupì noi alunni, sollecitandoci a una lettura attenta e alla successiva visione della trasmissione.
Fu per noi l’apertura di una finestra su “un mondo” di cui eravamo fino a quel momento inconsapevoli.
Ci accorgemmo improvvisamente che le nuove tecnologie erano entrate nelle nostre vite e le stanno radicalmente cambiando, “riformattando” i cervelli, la mente, la società, in maniera irreversibile!
Il programma parte da un dato sconcertante: a seguito dell’uso massiccio delle nuove tecnologie, ma, soprattutto del telefono cellulare, la nostra soglia d’attenzione è diventata più bassa di quella del “pesce rosso”, otto secondi contro nove!
Tocchiamo il nostro smartphone migliaia di volte al giorno (una media di 2600 volte). Tutto ciò porta, secondo gli scienziati che si stanno occupando del fenomeno “ad un’erosione dell’attenzione".
Non sappiamo più vivere senza telefonino; ci distraiamo continuamente e siamo letteralmente “bombardati” da suoni, colori, immagini che sfrecciano in velocità. Affidiamo al cervello compiti che non svolgiamo più come ricordare numeri, dati, strade con la conseguenza che stiamo perdendo preziose abilità.
Secondo Michael Merzenich il nostro cervello cambia a seconda di come lo facciamo lavorare ma, affidandoci alle macchine non lo sfidiamo più a compiere sforzi, come ad esempio guidarci nell’ambiente, con la conseguenza che stiamo perdendo la nostra capacità di ricordare e orientarci e, anche per normali azioni o piccoli spostamenti, siamo costretti a ricorrere all’ausilio della tecnologia.
Non solo!
L’osservazione clinica ha dimostrato che l’uso del telefonino genera malessere tant’è che molti degli intervistati hanno ammesso di soffrire di emicrania, ansia, incapacità a concentrarsi.
Secondo Erik Peper il cervello a seguito delle continue “notifiche” vive una sorta di ossessione continua. È come se fosse sempre in fibrillazione, sottoposto a una perenne pressione (cd “vibrazione fantasma”) che, tra le altre, genera un meccanismo analogo alle dipendenze da droghe: non possiamo più fare a meno di “like” che attivano il termometro del piacere!
E’ l’anticamera di un nuovo uomo, l’“Homo cellularis” ma non si comprende se siamo noi a possedere lo smartphone o è lo smartphone a possedere noi.
Dall’esame degli effetti, la risposta sembrerebbe scontata. Basti considerare il numero di pedoni deceduti a causa dei cellulari (6000 negli USA), persone assolutamente estraniate dal mondo, succubi dell’oggetto che in certi casi si trasforma in una vera e propria arma letale.
Per non parlare del tempo sprecato e delle ore di lavoro perse, stimate in 28 miliardi nello scorso anno.
Ma come diventerà questo nuovo uomo? I presagi sono raccapriccianti.
Gli studi condotti rilevano che si sta riducendo la nostra capacità di leggere testi complessi, di pensare in modo critico.
Ma vi è un pericolo che supera tutti e che pure emerge dagli studi sull’argomento: la società “iperconnessa” sarà una società manipolabile!
Da qui il nostro sforzo di fare qualcosa, per noi e i nostri compagni, affinché questo non accada.
Il Progetto dell’IPSEOA “A. Celletti” di Formia
Il proposito di opporsi al dilagare dell’iperconnessione ci ha indotto a porre in essere un piccolo “esperimento sociale” che ha coinvolto circa 180 alunni e alcuni docenti.
Il progetto è stato articolato in questo modo:
- visione della puntata “Iperconnessi”di “Presa Diretta” del 15 ottobre 2018, su Rai 3, che ha rappresentato un valido spunto per richiamare l’attenzione sull’argomento;
- visione del film “Disconnet” (uno modo alternativo per raccogliere anche l’attenzione dei ragazzi sul problema del cyberbullismo);
- approfondimento personale sulle tematiche; - dibattito in classe;
- esperienza che prevede il non uso del cellulare, riponendolo nello zaino, durante alcune ore di lezione e la successiva verbalizzazione delle impressioni e sensazioni provate.
I risultati ottenuti sono i seguenti:
- la maggioranza del campione non era a conoscenza dei rischi per la salute legati all’iperconnesione;
- dopo gli approfondimenti e la scelta di allontanare o spegnere il cellulare durante le ore di lezione, circa i 2/3 hanno riscontrato maggiore attenzione e interesse, con un conseguente miglioramento del profitto;
- una sola alunna non è riuscita a distaccarsi dal dispositivo nemmeno per un’ora affermando che non l’avrebbe utilizzato durante la lezione, ma che non era capace di privarsene;
- la quasi totalità degli studenti ha confermato che sarebbe utile e vantaggioso evitare l’utilizzo dello smartphone a scuola;
- tutti hanno convenuto che non è semplice all’inizio allontanarsi dal dispositivo ma con il tempo e la consapevolezza delle conseguenze, ci si può riuscire perché gli esseri umani sono biologicamente predisposti all’adattamento;
- la quasi totalità del campione ha subito l’effetto della “vibrazione fantasma” con il pensiero continuo di controllare le notifiche;
- molti hanno affermato la necessità di ricorrere a sanzioni in caso di utilizzo del cellulare a scuola.
- molti hanno dichiarato che la prima causa che li porta all’utilizzo dello smartphone è la noia; per altri l’abitudine in quanto si sentono nativi digitali, ossia non concepiscono la vita senza telefono cellulare;
Sull’aspetto delle cause, e in particolare la “noia” che spingerebbe all’iperconnessione risulta interessante la prova messa in atto da uno studente, il quale, attraverso
un’applicazione ha monitorato il tempo trascorso sui social in due situazioni: da solo a casa e in compagnia dei suoi amici. Il risultato è stato che, relativamente ad un tempo di due ore, stando da solo si era connesso ai social per un tempo di quaranta minuti, mentre nel periodo di tempo in cui era in compagnia degli amici, solo sedici minuti.
Gli alunni hanno anche proposto delle “soluzioni”.
La maggior parte ritiene che a scuola il telefonino dovrebbe essere vietato.
Il divieto andrebbe accompagnato ad una misura positiva e utile per tutte le componenti della scuola: dotare le istituzioni scolastiche di armadietti personali, all’ingresso, o in aree apposite, in cui gli studenti ma anche il personale della scuola, possono riporre oggetti personali (un cambio abbigliamento, libri, merenda, ecc.) e telefonini.
Ciò permetterebbe di evitare il trasporto di libri quando non necessario, di avere un cambio di abiti da utilizzare ad esempio per l’attività fisica e, soprattutto, di “staccarsi” dal telefono cellulare.
Tutti gli alunni hanno evidenziato la necessità dell’informazione sulle conseguenze per prevenire danni che loro stessi sentono già in atto (disturbi della concentrazione, del sonno, perdita di tempo, ansia, inquietudine, emicranie, scarso profitto, insonnia, incapacità di seguire le lezioni anche perché di notte si è svegli a causa dell’eccitazione provocata dal cellulare o semplicemente perché si è rimasti connessi senza accorgersi del tempo che scorreva..).
Vademecum” per l’uso intelligente dello smartphone
Inoltre essi hanno anche stilato una sorta di “Vademecum per l’uso intelligente dello smartphone” che, opportunamente integrato e migliorato, potrebbe essere oggetto di un Regolamento o Circolare Ministeriale, da diramare nelle scuole.
Questi i punti salienti:
·    eliminare notifiche e avvisi di chiamata
·    non rispondere ai messaggi
·    scaricare un’applicazione che permetta di conoscere il tempo trascorso al cellulare;
·    evitare di utilizzare lo smartphone quando siamo in auto alla guida, a tavola, di notte
·    silenziare le notifiche quando si studia
·    predisporre la modalità “aereo” quando si è impegnati in attività che richiedono un grosso sforzo cognitivo
·    scegliere luoghi dove non c’è rete per rilassarsi
·    stare più a contatto con la natura (ad esempio fare passeggiate all’aperto, fermarsi a guardare il mare, ecc.)
·    non ricercare la risoluzione di un problema utilizzando immediatamente internet
·    utilizzare un’agenda cartacea per appuntare gli impegni
·    non dormire con lo smartphone
·    utilizzare un orologio da polso per controllare l’ora
·    fissare un tempo massimo da trascorrere con i dispositivi elettronici in generale.
Si tratta di semplici regole che potrebbero in qualche modo migliorare il nostro modo di utilizzare i mezzi elettronici e fornire un piccolo aiuto per curare i nostri rapporti interpersonali e noi stessi!

Dichiarazioni personali
Vogliamo anche citare alcune dichiarazioni personali sottoscritte da alcuni compagni e che gli stessi, volontariamente, hanno consegnato ai docenti:
Daniele, 5^ classe: “Ho smesso di usare i social e di avere il telefono acceso per cinque e per altrettanti giorni ed è come se avessi ripreso coscienza di me e della mia vita, di cosa dovevo fare e ho fatto. Ho incominciato a spegnere il telefono mentre ero alla guida dell’auto così ho evitato di investire un anziano che stava attraversando e un bambino che rincorreva il pallone, e, infine, alcuni ragazzi che, a notte fonda, mentre tornavo dalla discoteca, discutevano fermi al centro della strada che percorrevo”.
Pasquale 2^: “Tutte le sere, quando ritorno dalla casa della mia ragazza a Napoli, uso il cellulare per tenermi compagnia. Vedo le storie degli altri e ne creo di mie.
Per oltre un anno non mi è mai capitato nulla a parte qualche multa per eccesso di velocità. Poi, una sera, che, come tutti i sabati sera rientravo da un locale, mentre guardo il telefono e poi riprendo lo sguardo alla guida, sento un vuoto sotto di me e mi accorgo, all’ultima frazione di secondo, che sto precipitando dal bordo della carreggiata. Fortunatamente rientro e proseguo verso casa. Ancora oggi mi chiedo se è giusto comportarsi così, mettere a repentaglio la propria vita per un oggetto!
Giuseppe 2^: “Ho spento il telefono solo per dieci minuti perché non sono riuscito a farne a meno per altro tempo; senza non potrei vivere; lo uso dovunque con me: in bagno, in classe, alla guida, a tavola e non voglio smettere di usarlo!”.
Marco 3^: “Ho chiesto al telefono se potevo tornare indietro per continuare e riprendermi la vita che ho perso mentre lo usavo spasmodicamente e ininterrottamente”.
Luca: “Uso il telefono costantemente; non passo un’ora senza telefono soprattutto in classe, infatti perdo sempre tutte le lezioni; anche a tavola con i miei amici non mi ricordo mai cosa mi hanno detto, non mi ricordo quasi niente di ciò che faccio, so solo che mentre gli altri parlano io uso il telefonino”.

I dati raccolti ed estrapolati dalle varie discussioni fatte in classe ci hanno permesso di elaborare una disciplina per regolamentare l’uso dello smartphone a partire dalle scuole.
Da qui la genesi della presente proposta di legge che si compone di otto (8) articoli
L’articolo 1) ne circoscrive l’“Ambito di applicazione”. La legge si applica ai telefoni cellulari e i dispositivi elettronici che consentono di effettuare e ricevere chiamate, accedere e navigare nella rete Internet; scaricare e inviare materiale on line, negli spazi scolastici.
L’art. 2) individua i “Soggetti destinatari” della legge: tutti gli studenti, iscritti alle scuole di ogni ordine e grado, e il personale docente. A quest’ultimo è consentito l’utilizzo dei dispositivi solo per imprescindibili esigenze di servizio (registro elettronico, situazioni di urgenza che mettano a rischio l’incolumità di persone).
L'articolo 3) disciplina gli “Strumenti per la custodia dei telefoni cellulari, altri dispositivi e oggetti di uso personale degli alunni” e prevede che gli edifici scolastici siano dotati di armadi resistenti a tentativi di furto, da installarsi nell’atrio principale ovvero, se inadeguato o inesistente, in subordine, negli spazi dei singoli piani, nelle aule.
L'articolo 4) disciplina l’uso dei dispositivi in “Casi particolari”.
L’art. 5) prevede la “Formazione del personale della scuola e degli alunni sull’uso dei telefoni cellulari e delle nuove tecnologie” anche mediante interventi di psicologi, neurologi, studiosi del comportamento, esperti di comunicazione, enti di ricerca, università.
L’art. 6) contiene le “Sanzioni”, anche pecuniarie, irrogate dai docenti e dal Dirigente Scolastico. Queste ultime confluiscono in apposito Fondo a disposizione delle scuole per l’acquisto e la manutenzione degli armadi e la formazione del personale scolastico e degli alunni all’uso consapevole di detti dispositivi.
L’articola 7) indica i costi previsti per l’attuazione del disegno di legge a carico del Bilancio del Ministero dell’Istruzione e della Salute.
L’articolo 8) reca la data di entrata in vigore della legge.

Art. 1.
(Ambito di applicazione).
1.    La presente legge disciplina l’uso del telefono cellulare e dei dispositivi elettronici che consentono di effettuare/e ricevere chiamate, accedere e navigare nella rete Internet, scaricare e inviare materiale on line, durante le attività scolastiche, sia diurne che pomeridiane, in tutti gli spazi scolastici;
2.    E’ vietato usare i dispositivi di cui al comma che precede negli spazi scolastici salvo le deroghe per i casi particolari di cui all’art. 4.

Art. 2.
(Soggetti destinatari).
1.    Gli iscritti alle scuole di ogni ordine e grado; il personale docente salvo per
imprescindibili esigenze di servizio (registro elettronico, situazioni di urgenza che mettano a rischio l’incolumità di persone).

Art. 3.
(Strumenti per la custodia dei telefoni cellulari, altri dispositivi e oggetti di uso personale degli alunni).
1.    Tutti gli edifici scolastici sono dotati di armadi metallici resistenti a manomissioni, furti o scassi da installarsi nell’atrio principale ovvero, se inadeguato o inesistente, in subordine, negli spazi dei singoli piani o nelle aule.
2.    Essi sono a disposizione degli studenti per riporvi oggetti personali non pericolosi, né vietati.
3.    Ogni alunno, o se minorenne, il genitore o chi ne fa le veci, al momento dell’iscrizione a scuola riceve, a richiesta, due chiavi dell’armadietto personale con obbligo di custodirle e divieto di cederle a terzi.
4.    Al momento dell’ingresso negli spazi scolastici l’alunno, ove in possesso dei dispositivi di cui all’art. 1, li deposita all’interno dell’armadio personale che richiude conservando la chiave.
5.    L’alunno che non richiede l’armadio non può introdurre i dispositivi di cui all’art. 1) negli spazi scolastici nè farne uso.

Art. 4
(Casi particolari)
1.    Sono fatte salve le esigenze didattiche degli alunni portatori di Disturbi Specifici dell’Apprendimento o Bisogni Educativi Speciali (BES) per i quali l’utilizzo è disciplinato dalle prescrizioni previste nel proprio piano educativo.
2.    Sono fatte slave gli utilizzi dei dispositivi di cui all’art. 1 se richiesti dai docenti per particolari esigenze didattiche.

Art. 5
(Formazione del personale della scuola e degli alunni sull’uso dei telefoni cellulari e delle nuove tecnologie) Ogni scuola attiva interventi atti ad informare docenti e studenti sull’uso dei telefoni cellulari e degli altri strumenti mediante incontri con psicologi, neurologi, studiosi del comportamento, esperti di comunicazione, enti di ricerca, Università.

Art. 6
(Sanzioni)
1.    IL danneggiamento o distruzione dell’armadio per fatto imputabile al consegnatario delle chiavi, obbliga l’alunno se maggiorenne o i genitori, tutore o chi ne fa le veci, se minore, al risarcimento del danno provocato.
2.    Lo smarrimento, la distruzione e/o il danneggiamento della chiave dell’armadio obbliga, nel tempo di sei giorni, il responsabile alla sostituzione della serratura con nuove chiavi. In assenza non potrà introdurre i dispositivi a scuola e dovrà risarcire la scuola del danno provocato.
3.    In caso di violazione al divieto di uso dei cellulari a scuola l’alunno commette o infrazione disciplinare sanzionata con il ritiro dell’apparecchio da parte dell’insegnante, annotazione del provvedimento sul registro di classe, consegna del dispositivo al Dirigente scolastico o sostituto dello stesso, convocazione del genitore per la consegna con comunicazione del provvedimento disciplinare.
4.    La reiterata violazione del divieto di utilizzo dei dispositivi di cui all’art. 1 è punita con le sanzioni previste dallo Statuto degli Studenti e delle Studentesse e dal Regolamento di Istituto
5.    Per ogni violazione, oltre la prima e ferme le sanzioni di cui ai commi 1, 2,3, il trasgressore è obbligato al pagamento di una sanzione amministrativa di Euro 20,00 da versare al Fondo Scolastico destinato ad acquisto e manutenzione dei dispositivi previsti dall’art. 3 e alla formazione di studenti e docenti in relazione a effetti del telefonino sulla salute psichica e fisica.

Art.7
(Copertura finanziaria)
1.    Con apposito Regolamento da emanarsi entro sei mesi dall’entrata in vigore della
presente legge sono disciplinate le caratteristiche degli armadi di cui all’art. 3 della presente legge.
1. La copertura dei costi previsti dalla presente legge è a carico del bilancio del MIUR e del Ministero della Salute.

Art. 8
(Entrata in vigore)
1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

il 15/04/2019
Jahaira Luz Alaya Lopez - IIS Savoia Benincasa, Ancona(AN)
ha proposto il seguente emendamento:
Emendamento 6.3.1
Art.6 comma 3 sostituire la dicitura:” In caso di violazione al divieto di uso dei cellulari a scuola l’alunno
commette o infrazione disciplinare sanzionata con il ritiro dell’apparecchio da parte dell’insegnante,
annotazione del provvedimento sul registro di classe, consegna del dispositivo al Dirigente scolastico o
sostituto dello stesso, convocazione del genitore per la consegna con comunicazione del provvedimento
disciplinare”,con l'espressione: ” In caso di trasgressione gli stessi oggetti saranno ritirati temporaneamente dall’insegnante
in orario e riconsegnati allo studente al termine delle lezioni. L’insegnante avrà cura di annotare sul registro
la mancanza rilevata. Al ripetersi dell’infrazione il telefonino o altro dispositivo sarà ritirato per essere
riconsegnato dal Dirigente Scolastico al genitore.
Respinto
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il 20/04/2019
Pietrina Soprano - IPSEOA "A. Celletti", Itri
ha proposto il seguente emendamento:
Emendamento 1.1.1
Art. 1, comma 1 sostituire la dicitura "1. La presente legge disciplina l’uso del telefono cellulare e dei dispositivi elettronici che consentono di effettuare/e ricevere chiamate, accedere e navigare nella rete Internet, scaricare e inviare materiale on line, durante le attività scolastiche, sia diurne che pomeridiane, in tutti gli spazi scolastici" con la seguente "La presente legge disciplina l'uso del telefono cellulare e dei dispositivi mobili quali palmari, smartphone, tablet, laptop, lettori MP3, ricevitori GPS e ogni altro strumento tecnologico di elaborazione o accesso a dati anche via Internet senza vincoli sulla posizione fisica dell'utente, negli spazi scolastici"
Approvato
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il 20/04/2019
Pietrina Soprano - IPSEOA "A. Celletti", Itri
ha proposto il seguente emendamento:
art. 2, sostituire la dicitura "1. Gli iscritti alle scuole di ogni ordine e grado; il personale docente salvo per imprescindibili esigenze di servizio (registro elettronico, situazioni di urgenza che mettano a rischio l’incolumità di persone). " con la seguente " 1. Gli iscritti alle scuole di ogni ordine e grado. 2. Il personale docente durante l'orario di servizio salvo le eccezioni all'art. 4."
"
Respinto
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il 20/04/2019
Pietrina Soprano - IPSEOA "A. Celletti", Itri
ha proposto il seguente emendamento:
Emendamento 2.1.1
art. 2, sostituire la dicitura "1. Gli iscritti alle scuole di ogni ordine e grado; il personale docente salvo per imprescindibili esigenze di servizio (registro elettronico, situazioni di urgenza che mettano a rischio l’incolumità di persone). " con la seguente " 1. Gli iscritti alle scuole di ogni ordine e grado. 2. Il personale docente durante l'orario di servizio salvo le eccezioni di cui all'art. 4."
"
Approvato
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il 20/04/2019
Alicia Troiano - Ipsoa "A. Celletti", Formia
ha proposto il seguente emendamento:
Emendamento 3.1.1
Art. 3, comma 1 sostituire la dicitura "1. Tutti gli edifici scolastici sono dotati di armadi metallici resistenti a manomissioni, furti o scassi da installarsi nell’atrio principale ovvero, se inadeguato o inesistente, in subordine, negli spazi dei singoli piani o nelle aule." con la seguente " 1. Tutti gli edifici scolastici sono dotati di cassettiere resistenti a manomissioni, furti o scassi da installarsi nelle aule, ovvero, se lo spazio è inadeguato o insufficiente, in subordine, negli spazi dei singoli piani, nell'atrio principale o in altro spazio idoneo secondo il parere del Consiglio di Istituto".
Approvato
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il 20/04/2019
Alfredo Di Lanna - IPSEOA "A. Celletti", Formia
ha proposto il seguente emendamento:
Emendamento 3.2.1
Art. 3, comma 2 sostituire la dicitura "2. Essi sono a disposizione degli studenti per riporvi oggetti personali non pericolosi, né vietati." con la dicitura "Le cassettiere sono a disposizione degli studenti per riporvi beni di uso personale escluse armi, oggetti atti ad offendere, materiali infiammabili, esplosivi e qualunque altro oggetto che possa costituire pericolo per persone o cose."
Approvato
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il 20/04/2019
Alfredo Di Lanna - IPSEOA "A. Celletti", Formia
ha proposto il seguente emendamento:
Emendamento 3.3.1
Art. 3, comma 3 sostituire la dicitura "3. Ogni alunno, o se minorenne, il genitore o chi ne fa le veci, al momento dell’iscrizione a scuola riceve, a richiesta, due chiavi dell’armadietto personale con obbligo di custodirle e divieto di cederle a terzi." con la dicitura "3. Ogni alunno, o se minorenne, il genitore o chi ne fa le veci, al momento dell’iscrizione a scuola riceve, a richiesta, due chiavi della cassettiera con obbligo di custodirle e divieto di cederle a terzi."
Approvato
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il 20/04/2019
Pietrina Soprano - IPSEOA "A. Celletti", formia
ha proposto il seguente emendamento:
Emendamento 3.4.1
Art. 3, comma 4, sostituire la dicitura "4. Al momento dell’ingresso negli spazi scolastici l’alunno, ove in possesso dei dispositivi di cui all’art. 1, li deposita all’interno dell’armadio personale che richiude conservando la chiave." con la seguente "4. E' vietato l'uso dei dispositivi di cui all'art. 1 negli spazi scolastici salvo nei casi particolari previsti dall'art. 4. Al momento dell’ingresso negli spazi scolastici l’alunno, ove in possesso dei dispositivi di cui all’art. 1, li deposita all’interno della cassettiera personale che richiude conservando la chiave."
Approvato
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il 20/04/2019
Nunzia Zannella - IPSEOA "A. Celletti", Formia
ha proposto il seguente emendamento:
Emendamento 5.1.1
Art. 5, comma 4, sostiuire la dicitura "Ogni scuola attiva interventi atti ad informare docenti e studenti sull’uso dei telefoni cellulari e degli altri strumenti mediante incontri con psicologi, neurologi, studiosi del comportamento, esperti di comunicazione, enti di ricerca, Università. " con la seguente "Ogni scuola attiva interventi per informare docenti e studenti sull’uso dei dispositivi di cui all'art. 1 mediante incontri con psicologi, neurologi, studiosi del comportamento, esperti di comunicazione, enti di ricerca, Università e dà comunicazione della presente legge con avvisi cartacei e pubblicazione sul sito internet nell'Istituto."
Approvato
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il 20/04/2019
Nunzia Zannella - IPSEOA "A. Celletti", Formia
ha proposto il seguente emendamento:
Emendamento 4.1
Art. 4, sostituire la dicitura "(Casi particolari) Casi particolari" con la dicitura "(Casi particolari)"
Approvato
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il 20/04/2019
Nunzia Zannella - IPSEOA "A. Celletti", Formia
ha proposto il seguente emendamento:
Emendamento 6.5.1
Art. 6, comma 5 sostituire la dicitura " 5. Per ogni violazione, ferme le sanzioni di cui ai commi 1, 2,3, il trasgressore è obbligato al pagamento di una sanzione amministrativa di Euro 20,00 da versare al Fondo Scolastico destinato ad acquisto e manutenzione dei dispositivi previsti dall’art. 3 e alla formazione di studenti e docenti in relazione a effetti del telefonino sulla salute psichica e fisica." con la dicitura " 5. Per ogni violazione, oltre la prima e ferme le sanzioni di cui ai commi 1, 2, 3 e 4 il trasgressore è obbligato al pagamento di una sanzione amministrativa di Euro 20,00 da versare al Fondo Scolastico destinato ad acquisto e manutenzione delle cassettiere previste dall’art. 3 e alla formazione di studenti e docenti in relazione a effetti del telefonino sulla salute psichica e fisica."
Approvato
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il 20/04/2019
Pietrina Soprano - IPSEOA "A. Celletti", Itri
ha proposto il seguente emendamento:
Emendamento 6.1.1
Art. 6, comma 1 sostituire la dicitura "1. IL danneggiamento o distruzione dell’armadio per fatto imputabile al consegnatario delle chiavi, obbliga l’alunno se maggiorenne o i genitori, tutore o chi ne fa le veci, se minore, al risarcimento del danno provocato." con "1. Il danneggiamento o distruzione della cassettiera per fatto imputabile al detentore obbliga il responsabile al risarcimento del danno".
Respinto
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il 20/04/2019
Pietrina Soprano - IPSEOA "A. Celletti", Itri
ha proposto il seguente emendamento:
Emendamento 6.1.1
Art. 6, comma 1 sostituire la dicitura "1. IL danneggiamento o distruzione dell’armadio per fatto imputabile al consegnatario delle chiavi, obbliga l’alunno se maggiorenne o i genitori, tutore o chi ne fa le veci, se minore, al risarcimento del danno provocato." con "1. Il danneggiamento o distruzione della cassettiera per fatto imputabile al detentore obbliga il responsabile al risarcimento del danno".
Approvato
  • Voti totali: 2
  • Favorevoli: 2
  • Contrari: 0
  • Astenuti: 0
il 20/04/2019
Pietrina Soprano - IPSEOA "A. Celletti", Itri
ha proposto il seguente emendamento:
Emendamento 6.1.1
Art. 6, comma 1 sostituire la dicitura "1. IL danneggiamento o distruzione dell’armadio per fatto imputabile al consegnatario delle chiavi, obbliga l’alunno se maggiorenne o i genitori, tutore o chi ne fa le veci, se minore, al risarcimento del danno provocato." con "1. Il danneggiamento o distruzione della cassettiera per fatto imputabile al detentore obbliga il responsabile al risarcimento del danno".
Approvato
  • Voti totali: 2
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  • Contrari: 0
  • Astenuti: 1
il 20/04/2019
Karim Di Tucci - IPSEOA "A. Celletti", Formia
ha proposto il seguente emendamento:
Emendamento 6.2.1
Art. 6, comma 2 sostituire la dicitura "2. Lo smarrimento, la distruzione e/o il danneggiamento della chiave dell’armadio obbliga , nel tempo di sei giorni, il responsabile alla sostituzione della serratura con nuove chiavi. In assenza non potrà introdurre i dispositivi a scuola e dovrà risarcire la scuola del danno provocato." con "2. In caso di smarrimento, distruzione, danneggiamento della chiave della cassettiera, può essere richiesta una nuova coppia di chiavi previo pagamento del prezzo indicato nel regolamento di istituto. Nelle more della sostituzione delle chiavi i dispositivi di cui all'art. 1 non possono essere introdotti negli spazi scolastici"
Approvato
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Onorevoli Senatori - La proposta di legge che vi presentiamo consegue a un percorso che abbiamo seguito nella nostra scuola, l’I.P.S.E.O.A. “A. Celletti” di Formia (LT).
Tutto nasce dalla di un articolo dal titolo “L’attenzione del pesce rosso batte quella dell’uomo iperconnesso”, pubblicato sul Corriere della Sera del 14 ottobre 2018, a firma della giornalista Ida Bozzi.
Il testo preannunciava e sintetizzava la puntata “Iperconnessi”, del programma “Presa Diretta”, che sarebbe andata in onda il giorno successivo, il 15 ottobre, su Rai Tre.
Il titolo stupì noi alunni, sollecitandoci a una lettura attenta e alla successiva visione della trasmissione.
Fu per noi l’apertura di una finestra su “un mondo” di cui eravamo fino a quel momento inconsapevoli.
Ci accorgemmo improvvisamente che le nuove tecnologie erano entrate nelle nostre vite e le stanno radicalmente cambiando, “riformattando” i cervelli, la mente, la società, in maniera irreversibile!
Il programma parte da un dato sconcertante: a seguito dell’uso massiccio delle nuove tecnologie, ma, soprattutto del telefono cellulare, la nostra soglia d’attenzione è diventata più bassa di quella del “pesce rosso”, otto secondi contro nove!
Tocchiamo il nostro smartphone migliaia di volte al giorno (una media di 2600 volte). Tutto ciò porta, secondo gli scienziati che si stanno occupando del fenomeno “ad un’erosione dell’attenzione".
Non sappiamo più vivere senza telefonino; ci distraiamo continuamente e siamo letteralmente “bombardati” da suoni, colori, immagini che sfrecciano in velocità. Affidiamo al cervello compiti che non svolgiamo più come ricordare numeri, dati, strade con la conseguenza che stiamo perdendo preziose abilità.
Secondo Michael Merzenich il nostro cervello cambia a seconda di come lo facciamo lavorare ma, affidandoci alle macchine non lo sfidiamo più a compiere sforzi, come ad esempio guidarci nell’ambiente, con la conseguenza che stiamo perdendo la nostra capacità di ricordare e orientarci e, anche per normali azioni o piccoli spostamenti, siamo costretti a ricorrere all’ausilio della tecnologia.
Non solo!
L’osservazione clinica ha dimostrato che l’uso del telefonino genera malessere tant’è che molti degli intervistati hanno ammesso di soffrire di emicrania, ansia, incapacità a concentrarsi.
Secondo Erik Peper il cervello a seguito delle continue “notifiche” vive una sorta di ossessione continua. È come se fosse sempre in fibrillazione, sottoposto a una perenne pressione (cd “vibrazione fantasma”) che, tra le altre, genera un meccanismo analogo alle dipendenze da droghe: non possiamo più fare a meno di “like” che attivano il termometro del piacere!
E’ l’anticamera di un nuovo uomo, l’“Homo cellularis” ma non si comprende se siamo noi a possedere lo smartphone o è lo smartphone a possedere noi.
Dall’esame degli effetti, la risposta sembrerebbe scontata. Basti considerare il numero di pedoni deceduti a causa dei cellulari (6000 negli USA), persone assolutamente estraniate dal mondo, succubi dell’oggetto che in certi casi si trasforma in una vera e propria arma letale.
Per non parlare del tempo sprecato e delle ore di lavoro perse, stimate in 28 miliardi nello scorso anno.
Ma come diventerà questo nuovo uomo? I presagi sono raccapriccianti.
Gli studi condotti rilevano che si sta riducendo la nostra capacità di leggere testi complessi, di pensare in modo critico.
Ma vi è un pericolo che supera tutti e che pure emerge dagli studi sull’argomento: la società “iperconnessa” sarà una società manipolabile!
Da qui il nostro sforzo di fare qualcosa, per noi e i nostri compagni, affinché questo non accada.
Il Progetto dell’IPSEOA “A. Celletti” di Formia
Il proposito di opporsi al dilagare dell’iperconnessione ci ha indotto a porre in essere un piccolo “esperimento sociale” che ha coinvolto circa 180 alunni e alcuni docenti.
Il progetto è stato articolato in questo modo:
- visione della puntata “Iperconnessi”di “Presa Diretta” del 15 ottobre 2018, su Rai 3, che ha rappresentato un valido spunto per richiamare l’attenzione sull’argomento;
- visione del film “Disconnet” (uno modo alternativo per raccogliere anche l’attenzione dei ragazzi sul problema del cyberbullismo);
- approfondimento personale sulle tematiche; - dibattito in classe;
- esperienza che prevede il non uso del cellulare, riponendolo nello zaino, durante alcune ore di lezione e la successiva verbalizzazione delle impressioni e sensazioni provate.
I risultati ottenuti sono i seguenti:
- la maggioranza del campione non era a conoscenza dei rischi per la salute legati all’iperconnesione;
- dopo gli approfondimenti e la scelta di allontanare o spegnere il cellulare durante le ore di lezione, circa i 2/3 hanno riscontrato maggiore attenzione e interesse, con un conseguente miglioramento del profitto;
- una sola alunna non è riuscita a distaccarsi dal dispositivo nemmeno per un’ora affermando che non l’avrebbe utilizzato durante la lezione, ma che non era capace di privarsene;
- la quasi totalità degli studenti ha confermato che sarebbe utile e vantaggioso evitare l’utilizzo dello smartphone a scuola;
- tutti hanno convenuto che non è semplice all’inizio allontanarsi dal dispositivo ma con il tempo e la consapevolezza delle conseguenze, ci si può riuscire perché gli esseri umani sono biologicamente predisposti all’adattamento;
- la quasi totalità del campione ha subito l’effetto della “vibrazione fantasma” con il pensiero continuo di controllare le notifiche;
- molti hanno affermato la necessità di ricorrere a sanzioni in caso di utilizzo del cellulare a scuola.
- molti hanno dichiarato che la prima causa che li porta all’utilizzo dello smartphone è la noia; per altri l’abitudine in quanto si sentono nativi digitali, ossia non concepiscono la vita senza telefono cellulare;
Sull’aspetto delle cause, e in particolare la “noia” che spingerebbe all’iperconnessione risulta interessante la prova messa in atto da uno studente, il quale, attraverso
un’applicazione ha monitorato il tempo trascorso sui social in due situazioni: da solo a casa e in compagnia dei suoi amici. Il risultato è stato che, relativamente ad un tempo di due ore, stando da solo si era connesso ai social per un tempo di quaranta minuti, mentre nel periodo di tempo in cui era in compagnia degli amici, solo sedici minuti.
Gli alunni hanno anche proposto delle “soluzioni”.
La maggior parte ritiene che a scuola il telefonino dovrebbe essere vietato.
Il divieto andrebbe accompagnato ad una misura positiva e utile per tutte le componenti della scuola: dotare le istituzioni scolastiche di armadietti personali, all’ingresso, o in aree apposite, in cui gli studenti ma anche il personale della scuola, possono riporre oggetti personali (un cambio abbigliamento, libri, merenda, ecc.) e telefonini.
Ciò permetterebbe di evitare il trasporto di libri quando non necessario, di avere un cambio di abiti da utilizzare ad esempio per l’attività fisica e, soprattutto, di “staccarsi” dal telefono cellulare.
Tutti gli alunni hanno evidenziato la necessità dell’informazione sulle conseguenze per prevenire danni che loro stessi sentono già in atto (disturbi della concentrazione, del sonno, perdita di tempo, ansia, inquietudine, emicranie, scarso profitto, insonnia, incapacità di seguire le lezioni anche perché di notte si è svegli a causa dell’eccitazione provocata dal cellulare o semplicemente perché si è rimasti connessi senza accorgersi del tempo che scorreva..).
Vademecum” per l’uso intelligente dello smartphone
Inoltre essi hanno anche stilato una sorta di “Vademecum per l’uso intelligente dello smartphone” che, opportunamente integrato e migliorato, potrebbe essere oggetto di un Regolamento o Circolare Ministeriale, da diramare nelle scuole.
Questi i punti salienti:
·    eliminare notifiche e avvisi di chiamata
·    non rispondere ai messaggi
·    scaricare un’applicazione che permetta di conoscere il tempo trascorso al cellulare;
·    evitare di utilizzare lo smartphone quando siamo in auto alla guida, a tavola, di notte
·    silenziare le notifiche quando si studia
·    predisporre la modalità “aereo” quando si è impegnati in attività che richiedono un grosso sforzo cognitivo
·    scegliere luoghi dove non c’è rete per rilassarsi
·    stare più a contatto con la natura (ad esempio fare passeggiate all’aperto, fermarsi a guardare il mare, ecc.)
·    non ricercare la risoluzione di un problema utilizzando immediatamente internet
·    utilizzare un’agenda cartacea per appuntare gli impegni
·    non dormire con lo smartphone
·    utilizzare un orologio da polso per controllare l’ora
·    fissare un tempo massimo da trascorrere con i dispositivi elettronici in generale.
Si tratta di semplici regole che potrebbero in qualche modo migliorare il nostro modo di utilizzare i mezzi elettronici e fornire un piccolo aiuto per curare i nostri rapporti interpersonali e noi stessi!

Dichiarazioni personali
Vogliamo anche citare alcune dichiarazioni personali sottoscritte da alcuni compagni e che gli stessi, volontariamente, hanno consegnato ai docenti:
Daniele, 5^ classe: “Ho smesso di usare i social e di avere il telefono acceso per cinque e per altrettanti giorni ed è come se avessi ripreso coscienza di me e della mia vita, di cosa dovevo fare e ho fatto. Ho incominciato a spegnere il telefono mentre ero alla guida dell’auto così ho evitato di investire un anziano che stava attraversando e un bambino che rincorreva il pallone, e, infine, alcuni ragazzi che, a notte fonda, mentre tornavo dalla discoteca, discutevano fermi al centro della strada che percorrevo”.
Pasquale 2^: “Tutte le sere, quando ritorno dalla casa della mia ragazza a Napoli, uso il cellulare per tenermi compagnia. Vedo le storie degli altri e ne creo di mie.
Per oltre un anno non mi è mai capitato nulla a parte qualche multa per eccesso di velocità. Poi, una sera, che, come tutti i sabati sera rientravo da un locale, mentre guardo il telefono e poi riprendo lo sguardo alla guida, sento un vuoto sotto di me e mi accorgo, all’ultima frazione di secondo, che sto precipitando dal bordo della carreggiata. Fortunatamente rientro e proseguo verso casa. Ancora oggi mi chiedo se è giusto comportarsi così, mettere a repentaglio la propria vita per un oggetto!
Giuseppe 2^: “Ho spento il telefono solo per dieci minuti perché non sono riuscito a farne a meno per altro tempo; senza non potrei vivere; lo uso dovunque con me: in bagno, in classe, alla guida, a tavola e non voglio smettere di usarlo!”.
Marco 3^: “Ho chiesto al telefono se potevo tornare indietro per continuare e riprendermi la vita che ho perso mentre lo usavo spasmodicamente e ininterrottamente”.
Luca: “Uso il telefono costantemente; non passo un’ora senza telefono soprattutto in classe, infatti perdo sempre tutte le lezioni; anche a tavola con i miei amici non mi ricordo mai cosa mi hanno detto, non mi ricordo quasi niente di ciò che faccio, so solo che mentre gli altri parlano io uso il telefonino”.

I dati raccolti ed estrapolati dalle varie discussioni fatte in classe ci hanno permesso di elaborare una disciplina per regolamentare l’uso dello smartphone a partire dalle scuole.
Da qui la genesi della presente proposta di legge che si compone di otto (8) articoli
L’articolo 1) ne circoscrive l’“Ambito di applicazione”. La legge si applica ai telefoni cellulari e i dispositivi elettronici che consentono di effettuare e ricevere chiamate, accedere e navigare nella rete Internet; scaricare e inviare materiale on line, negli spazi scolastici.
L’art. 2) individua i “Soggetti destinatari” della legge: tutti gli studenti, iscritti alle scuole di ogni ordine e grado, e il personale docente. A quest’ultimo è consentito l’utilizzo dei dispositivi solo per imprescindibili esigenze di servizio (registro elettronico, situazioni di urgenza che mettano a rischio l’incolumità di persone).
L'articolo 3) disciplina gli “Strumenti per la custodia dei telefoni cellulari, altri dispositivi e oggetti di uso personale degli alunni” e prevede che gli edifici scolastici siano dotati di armadi resistenti a tentativi di furto, da installarsi nell’atrio principale ovvero, se inadeguato o inesistente, in subordine, negli spazi dei singoli piani, nelle aule.
L'articolo 4) disciplina l’uso dei dispositivi in “Casi particolari”.
L’art. 5) prevede la “Formazione del personale della scuola e degli alunni sull’uso dei telefoni cellulari e delle nuove tecnologie” anche mediante interventi di psicologi, neurologi, studiosi del comportamento, esperti di comunicazione, enti di ricerca, università.
L’art. 6) contiene le “Sanzioni”, anche pecuniarie, irrogate dai docenti e dal Dirigente Scolastico. Queste ultime confluiscono in apposito Fondo a disposizione delle scuole per l’acquisto e la manutenzione degli armadi e la formazione del personale scolastico e degli alunni all’uso consapevole di detti dispositivi.
L’articola 7) indica i costi previsti per l’attuazione del disegno di legge a carico del Bilancio del Ministero dell’Istruzione e della Salute.
L’articolo 8) reca la data di entrata in vigore della legge.

Art. 1.
(Ambito di applicazione).
1. La presente legge disciplina l'uso del telefono cellulare e dei dispositivi mobili quali palmari, smartphone, tablet, laptop, lettori MP3, ricevitori GPS e ogni altro strumento tecnologico di elaborazione o accesso a dati anche via Internet senza vincoli sulla posizione fisica dell'utente, negli spazi scolastici;
2. È vietato usare i dispositivi di cui al comma che precede negli spazi scolastici salvo le deroghe per i casi particolari di cui all’art. 4.

Art. 2.
(Soggetti destinatari).
1. Gli iscritti alle scuole di ogni ordine e grado.
2. Il personale docente durante l'orario di servizio salvo le eccezioni di cui all'art. 4.

Art. 3.
(Strumenti per la custodia dei telefoni cellulari, altri dispositivi e oggetti di uso personale degli alunni).
1. Tutti gli edifici scolastici sono dotati di cassettiere resistenti a manomissioni, furti o scassi da installarsi nelle aule, ovvero, se lo spazio è inadeguato o insufficiente, in subordine, negli spazi dei singoli piani, nell'atrio principale o in altro spazio idoneo secondo il parere del Consiglio di Istituto.
2. Le cassettiere sono a disposizione degli studenti per riporvi beni di uso personale escluse armi, oggetti atti ad offendere, materiali infiammabili, esplosivi e qualunque altro oggetto che possa costituire pericolo per persone o cose.
3. Ogni alunno, o se minorenne, il genitore o chi ne fa le veci, al momento dell’iscrizione a scuola riceve, a richiesta, due chiavi della cassettiera con obbligo di custodirle e divieto di cederle a terzi.
4. È vietato l'uso dei dispositivi di cui all'art. 1 negli spazi scolastici salvo nei casi particolari previsti dall'art. 4. Al momento dell’ingresso negli spazi scolastici l’alunno, ove in possesso dei dispositivi di cui all’art. 1, li deposita all’interno della cassettiera personale che richiude conservando la chiave.

5. L’alunno che non richiede l’armadio non può introdurre i dispositivi di cui all’art. 1) negli spazi scolastici né farne uso.

Art. 4
(Casi particolari)
1. Sono fatte salve le esigenze didattiche degli alunni portatori di Disturbi Specifici dell’Apprendimento o Bisogni Educativi Speciali (BES) per i quali l’utilizzo è disciplinato dalle prescrizioni previste nel proprio piano educativo.
2. Sono fatte slave gli utilizzi dei dispositivi di cui all’art. 1 se richiesti dai docenti per particolari esigenze didattiche.

Art. 5
(Formazione del personale della scuola e degli alunni sull’uso dei telefoni cellulari e delle nuove tecnologie)
1. Ogni scuola attiva interventi per informare docenti e studenti sull’uso dei dispositivi di cui all'art. 1 mediante incontri con psicologi, neurologi, studiosi del comportamento, esperti di comunicazione, enti di ricerca, Università e dà comunicazione della presente legge con avvisi cartacei e pubblicazione sul sito internet nell'Istituto.


Art. 6
(Sanzioni)
1. Il danneggiamento o distruzione della cassettiera per fatto imputabile al detentore obbliga il responsabile al risarcimento del danno.
2. In caso di smarrimento, distruzione, danneggiamento della chiave della cassettiera, può essere richiesta una nuova coppia di chiavi previo pagamento del prezzo indicato nel regolamento di istituto. Nelle more della sostituzione delle chiavi i dispositivi di cui all'art. 1 non possono essere introdotti negli spazi scolastici.

3. In caso di violazione al divieto di uso dei cellulari a scuola l’alunno commette o infrazione disciplinare sanzionata con il ritiro dell’apparecchio da parte dell’insegnante, annotazione del provvedimento sul registro di classe, consegna del dispositivo al Dirigente scolastico o sostituto dello stesso, convocazione del genitore per la consegna con comunicazione del provvedimento disciplinare.
4. La reiterata violazione del divieto di utilizzo dei dispositivi di cui all’art. 1 è punita con le sanzioni previste dallo Statuto degli Studenti e delle Studentesse e dal Regolamento di Istituto
5. Per ogni violazione, oltre la prima e ferme le sanzioni di cui ai commi 1, 2, 3 e 4 il trasgressore è obbligato al pagamento di una sanzione amministrativa di Euro 20,00 da versare al Fondo Scolastico destinato ad acquisto e manutenzione delle cassettiere previste dall’art. 3 e alla formazione di studenti e docenti in relazione a effetti del telefonino sulla salute psichica e fisica.

Art.7
(Copertura finanziaria)
1. Con apposito Regolamento da emanarsi entro sei mesi dall’entrata in vigore della
presente legge sono disciplinate le caratteristiche degli armadi di cui all’art. 3 della presente legge.
1. La copertura dei costi previsti dalla presente legge è a carico del bilancio del MIUR e del Ministero della Salute.

Art. 8
(Entrata in vigore)
1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

Approfondimenti

Negli ultimi anni si sta compiendo una rivoluzione silente ma, forse, la più grave e pericolosa di tutti i tempi per la velocità, il numero di persone coinvolte, gli effetti in parte conosciuti per il resto poco prevedibili.
Uno sconvolgimento radicale delle nostre abitudini, del nostro modo di fare cultura, pensare, studiare, imparare, vivere (Sic!).
Il computer, la posta elettronica, Apple, Microsoft, Internet, i cellulari, i tablet ed ecco che le ricerche si sono velocizzate, le matite e i quaderni quasi scomparsi.
I giovani d’oggi “Digital Natives” vivono immersi in apparecchi elettronici di ultima generazione lontani anni luce da enciclopedie, libri, che, ancora dieci anni fa riempivano le loro camerette.
Essi oramai raccontano anche fatti di vita privata sui social e vi trascorrono ore e ore aggiungendo foto, e rimanendo nell’attesa che il popolo del web si esprima con un cenno di consenso.
In tal modo gli adolescenti e non solo, diventano ossessionati dai commenti degli altri e non vivono serenamente la propria vita.
Sempre rimanendo nel campo della comunicazione anche l’utilizzo del linguaggio è peggiorato drasticamente a causa dell’avvento delle abbreviazioni e degli emoji, onnipresenti nei messaggi che tutti i giorni i ragazzi si scambiano. Ciò che conduce a una semplificazione del linguaggio, impoverimento del lessico e a una enorme perdita di tempo.
Gli utenti, piccoli e grandi, del web dimenticano che mentre utilizzano la tecnologia, ovunque e in qualsiasi momento, stanno sprecando tempo prezioso della propria vita davanti ad una macchina.
Ciò non significa che l’informatica è qualcosa di negativo, perché non è affatto così.
Essa ha compiuto progressi enormi che non accennano ad arrestarsi, ad esempio nel campo della medicina e delle scienze in generale.
 
Tuttavia vi è un problema ed è l’uso esagerato di chi finisce per diventarne vittima, sprecando ore e ore e dimenticando ciò che davvero conta nella vita.
Il programma che ha dato vita al progetto e di cui si tratta più diffusamente nella Relazione introduttiva al Disegno di legge, alla quale si rimanda, è chiaro nelle conseguenze dell’iperconnessione e parte da un dato sconcertante: a seguito dell’uso massiccio delle nuove tecnologie, ma, soprattutto del telefono cellulare, la nostra soglia d’attenzione è più bassa di quella del “pesce rosso”, otto secondi contro nove!
Una recente ricerca sostiene che il 51% dei ragazzi tra i 15 e i 20 anni ha difficoltà a prendersi una pausa dalle nuove tecnologie tanto da arrivare a controllare in media lo smartphone 75 e più volte al giorno, addirittura il 7% lo fa fino a 110 volte al giorno, e a toccarlo migliaia di volte.
Per molte persone risulta difficile trascorrere più di un’ora consecutiva senza guardare il cellulare o il tablet.
I dati ci mostrano che il 75% della gente usa lo smartphone anche mentre è in bagno. Questo vuol dire che sono sempre di meno i momenti in cui i dispositivi elettronici non sono parte attiva delle nostre giornate.
Le nuove tecnologie, che possono facilitare un numero non indifferente di attività, tra cui la comunicazione e l’accesso alle informazioni, portate all’eccesso possono rappresentare gravi rischi.
Poiché siamo esposti a un così elevato torrente di informazioni, possono presentarsi alti livelli di stress. Ed è possibile che si possano manifestare anche conseguenze patologiche diverse correlate ad esso come quelle tumorali.
Inoltre un’intensa esposizione alle informazioni non ci permette di ricevere solo contenuti di qualità. Per tale motivo, l’impatto su giovani e bambini, le cui menti non si sono ancora sviluppate del tutto, può essere pericoloso. Per cui è importante offrire un’educazione che stimoli il senso critico sin dall’infanzia, affinché si diventi capaci di sviluppare una certa dose di autocritica. In caso contrario, sarà normale il rischio di attingere e credere in contenuti spazzatura.
Come risulta evidente, anche le relazioni sociali si vedono compromesse da tale dinamica. Sebbene internet possa essere un fantastico strumento per facilitare i contatti con amici e familiari, presenta anche un aspetto negativo, come la creazione e il mantenimento di rapporti liquidi, superficiali che causano sensazioni di vuoto e malessere.
 
Questo fenomeno ha provocato anche un forte impatto sull’autostima, in particolar modo tra gli adolescenti.
Osservando i social network crediamo che le vite degli altri siano più interessanti delle nostre e questo ha un effetto negativo su di noi.
Per non parlare del rischio di incidenti stradali e altro (per tali aspetti d si rimanda alla Relazione introduttiva al Disegno di legge)
Allora fermiamoci a pensare.
Forse abbiamo bisogno di ridurre il nostro grado di iperconnessione e allora, disconnettiamoci, usciamo e godiamoci la vita!

 

L’esame della normativa nazionale ha escluso l’esistenza di una compiuta disciplina in merito all’uso degli smartphone in ambiente scolastico.
I provvedimenti esistenti, costituenti indicazioni generiche, sono rappresentati da:
1.    Direttiva 15 marzo 2007 del MIUR
2.    Circolare n. 362 del 25 agosto 1998).
Il primo dei provvedimenti, a firma del ministro dell’epoca Fioroni, contiene “Linee di indirizzo ed indicazioni in materia di “telefoni cellulari e di altri dispositivi elettronici durante l’attività didattica, irrogazione di sanzioni disciplinari, dovere di vigilanza e di corresponsabilità dei genitori e dei docenti”.
Con esso il Ministro volle dare una risposta a un fenomeno, quello dell’uso illecito del cellulare (“uso improprio dei telefonini cellulari, e altri comportamenti di disturbo allo svolgimento delle lezioni fino agli episodi di bullismo e di violenza”), che iniziava a manifestarsi.
Vi vengono fissati alcune importanti indicazioni alle scuole:
coordinare l’azione della scuola con la famiglia
riflessione sul fenomeno aperta a tutte le componenti della scuola;
divieto “durante le ore di lezione dell’uso dei telefonini come generale regola di correttezza” e come espressione di osservanza dei doveri scolastici che trovasi codificata nel DPR 24 giugno 1998 n. 249 (Statuto degli studenti e delle studentesse) e perché “rappresenta un elemento di distrazione sia per chi lo usa sia per i compagni, oltre che una grave mancanza di rispetto per il docente”;
la violazione va configurata quale infrazione disciplinare sanzionabile con opportuni provvedimenti aventi carattere afflittivo ma anche rieducativo al fine di “...stimolare nello studente la consapevolezza del disvalore” dei suoi gesti;

- la necessità per ogni istituzione scolastica di individuare apposite sanzioni da inserire nel Regolamento di istituto, graduate alla gravità del fatto che possono spingersi sino al divieto temporaneo dell’uso dei cellulari;
possibilità di autorizzare il telefono per “ragioni di particolare urgenza o gravità”; reciproca dei discenti con le famiglie;
divieto operante anche nei confronti del personale docente
Il divieto di utilizzare il telefono cellulare, durante le lezioni, vale anche per il personale docente, come già previsto da una circolare ministeriale (cfr. circolare n. 362 del 25 agosto 1998).