Disposizioni per l’introduzione dello studio del Diritto come materia curricolare nei licei

  • Pubblicato il 02 Aprile 2019
  • da Liceo Statale "G. Galilei", Piedimonte Matese (Caserta)
Disposizioni per l’introduzione dello studio del Diritto come materia curricolare nei licei

Onorevoli Senatori! - L’osservazione della realtà studentesca attuale e delle specificità che connotano il livello di approfondimento di tematiche giuridico-economiche offre un dato allarmante. Secondo una ricerca condotta da APIDGE (Associazione Professionale Insegnanti Scienze Giuridiche ed Economiche): “(…) il 66% dei nostri studenti non è messo nelle condizioni di sapere di Diritto e di Economia politica: un dato che coincide quasi perfettamente con le autovalutazioni degli studenti di analfabetismo giuridico, evidenziate nel Rapporto Trelle e nei Rapporti annuali Almadiploma.”
Una tale carenza formativa desta profonda preoccupazione in chiunque abbia a cuore il futuro dei giovani, allo stato attuale spesso assolutamente sprovvisti di strumenti utili a comprendere il mondo circostante nei suoi aspetti giuridici e giudiziari, ad esempio. Basti pensare ai grandi temi sociali (lavoro e crisi occupazionale) e alle emergenze che attualmente preoccupano il nostro vivere quotidiano (fenomeno migratorio, femminicidi, legittima difesa) per osservare che senza una cultura giuridica minima, qualsivoglia fatto può essere distorto, mal interpretato, giudicato sommariamente, prima ancora che nelle aule di giustizia, attraverso un tam tam di post e commenti disorientati e fuorvianti sui social network, a loro volta zona franca–nonostante i controlli- in cui esercitare una manifestazione del pensiero sempre più arbitraria.
L’assenza dell’insegnamento del Diritto nella maggior parte degli indirizzi liceali è una concausa di questa mancanza di consapevolezza e rappresenta un vuoto legislativo da colmare con solerzia.
Il presente disegno di legge parte dall’analisi della domanda di competenze giuridiche proveniente dagli stessi alunni liceali, che non vogliono, proprio loro che discettano di Latino, Greco e Filosofia, giungere assolutamente impreparati al confronto con i propri coetanei di altri indirizzi e sono stanchi di aspettare e sperare di essere coinvolti in progetti extracurricolari per poter comprendere lo Stato e le istituzioni, né vogliono aspettare di diventare grandi per capire cosa significhi essere cittadini, sia nella dimensione nazionale che internazionale. Si pensi, a titolo di esempio, al fatto che il diritto di voto viene normalmente acquisito nel corso del quarto anno di studi. Ebbene, gli studenti si ritrovano ad essere elettori-capiterà a maggio con le elezioni Europee- senza assolutamente conoscere le connotazioni che assistono il fondamento democratico del voto (libertà, segretezza, uguaglianza, personalità) e presentandosi, così, al loro debutto elettorale assolutamente privi di conoscenza e difesa da chi, spesso, tenterà di coartare la loro volontà.
Secondo la nostra proposta, il Diritto nei licei, con dignità di materia autonoma e con voto autonomo che concorre alla media annuale e, per suo tramite, a partire dal secondo biennio, anche al credito scolastico, rappresenta l’unica via per provare a porre un argine a queste diffuse tendenze è fornire ai giovani, a tutti gli studenti, una “cassetta degli attrezzi” cui attingere per meglio orientarsi nel caos di norme, diritti, doveri, obblighi cui tutti siamo sottoposti, per comprenderne la ragione giustificatrice e lo scopo.
Nei licei il Diritto si riappropria della propria matrice umanistica, dialoga con la Storia per studiarne l’evoluzione nei tempi, con la Filosofia e le Scienze Umane tutte, parla Latino con gli imperituri brocardi di romanistica memoria e con l’attuale vigenza di istituti secolari del diritto civile. Trasversalmente, inoltre, è permeato di lingua italiana che si fa specifica e, a volte, assume significati diametralmente opposti rispetto a quelli usuali, contribuendo a un notevole arricchimento del lessico degli studenti, altrimenti sempre più povero.
Il Diritto, declinato in chiave umanistica nei licei, dovrà condurre lo studente alla riflessione, da fare propria quanto prima, che non esiste diritto soggettivo (facultas agendi) senza un sistema coordinato e coerente di regole (norma agendi) che li assicuri e senza che a ciascuno sia imposto di fare la propria parte in punto di doveri, accettando il limite delle norme, ma anche limiti autoimposti con alto senso di responsabilità nella convinzione filosofica che non può esistere libertà di ciascuno senza che coesista con la pari libertà altrui.

Art. 1
(Finalità)

È introdotto lo studio del Diritto come materia curricolare in tutti gli indirizzi liceali a partire dall’a.s. 2019/2020 al fine di perseguire il duplice obiettivo della consapevolezza degli studenti come cittadini italiani ed europei, nonché quelli di cui alle recenti norme internazionali (Agenda ONU 2030), comunitarie (Raccomandazione UE 22 maggio 2018) e nazionali (nuova disciplina dell’Esame di Stato conclusivo del ciclo di studi).

Art. 2
(Campo di applicazione e destinatari)

La materia è introdotta, per 2 ore settimanali, nel curricolo di tutti gli indirizzi liceali presenti sul territorio nazionale con valutazione autonoma, espressa in decimali, concorrente alla media dei voti.

Art. 3
(Definizioni)

Ai fini della presente legge, si intende per:
a)    “Diritto”, il bagaglio di conoscenze, abilità, atteggiamenti e competenze in ordine alla normativa nazionale (Diritto pubblico e privato), comunitaria (Diritto dell’Unione Europea) e internazionale;
b)    “indirizzi liceali” e “licei” si intende ogni Liceo classico, scientifico, artistico, musicale, linguistico in cui non sia già presente l’insegnamento (fatta, dunque, eccezione del Liceo delle Scienze Umane e sua Opzione Economico Sociale).

Art. 4
(Indicazioni per gli obiettivi generali di apprendimento)

Nel corso del primo biennio, lo studente liceale raggiunge quel nucleo di competenze orizzontalmente equivalente a quanto previsto per il Liceo delle Scienze Umane e per gli Istituti Tecnici e Professionali.
Nel corso del secondo biennio lo studente liceale acquisisce ogni conoscenza, abilità e atteggiamento utili a concretare competenze in ordine:
a)    alla legislazione in tema aziendale, sia dal lato della tutela dei diritti del consumatore che dell’attività d’impresa (I anno)
b)    alla Esperienza dello Ius Romanorum nei suoi rapporti con il diritto civile vigente (II anno);
Le attività sub a) e b) sono altresì conteggiate e rendicontate utilmente nell’ambito dei Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento (già Alternanza Scuola-Lavoro) di cui alla Legge di Bilancio 2018.
Nel corso del quinto anno, lo studente liceale, sulla scorta delle competenze precedentemente acquisite, consegue competenze di vaglio critico e di connessione interdisciplinare (rispetto a: Italiano, Storia, Filosofia, IRC) nell’affrontare l’esegesi dei principi generali della Costituzione italiana e delle principali libertà del cittadino, nonché nel collocare correttamente il ruolo dello Stato italiano nell’ambito delle istituzioni europee ed internazionali e la vigenza delle norme nazionali nel sistema gerarchico delle fonti del diritto.
Le competenze acquisite nell’intero corso di studi, con particolare focus su quelle del quinto anno, sono oggetto di relazione finale ai fini della prova orale dell’Esame di Stato di cui al d.lgs. n. 62 del 2017 e della O.M. n. 205 dell’11-3-2019.

Art. 5
(Pianificazione degli obiettivi specifici per anno di studio)

Gli obiettivi generali di cui all’art. 4 sono declinati in obiettivi specifici di apprendimento, per ciascun anno di studi, con decreto interministeriale del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca-Ministero dell’Economia e delle Finanze. È fatta salva l’autonomia delle singole istituzioni scolastiche di ulteriormente dettagliare tali obiettivi tenuto conto delle peculiarità della popolazione studentesca e di ogni altra attività posta in essere per il conseguimento delle competenze di cittadinanza, nazionale ed europea in coerenza con il proprio piano dell’offerta formativa (PTOF).

Art. 6
(Verifica e valutazione)

Ai fini della verifica e della valutazione delle competenze in materia, sono predisposte prove orali e prove scritte, strutturate e/o semi strutturate, calibrate opportunamente al fine di misurare competenze linguistico-lessicali specifiche, competenze logiche ed operative, capacità di rielaborazione critica personale e interdisciplinare.

Art. 7
(Docenti titolari dell’insegnamento)

La disciplina è affidata ai docenti dell’area giuridico-economica, classe di concorso A46 (ex A019).

Art. 8
(Disposizioni finanziarie)

Dall’attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Le amministrazioni interessate provvedono all’attuazione della medesima legge con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.

Art. 9
(Entrata in vigore)
La presente legge entra in vigore il quindicesimo giorno dalla sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.
La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla osservare come legge dello Stato.

il 17/04/2019
Chiara Fasulo - Liceo Galileo galilei, Piedimonte Metese
ha proposto il seguente emendamento:
Emendamento all'art. 4, co. 4:
si sostituisca "nonché nel collocare correttamente il ruolo dello Stato italiano nell’ambito delle istituzioni europee ed internazionali e la vigenza delle norme nazionali nel sistema gerarchico delle fonti del diritto" con " nel collocare correttamente il ruolo dello Stato italiano nell’ambito delle istituzioni europee ed internazionali e la vigenza delle norme nazionali nel sistema gerarchico delle fonti del diritto, nonchè nel destreggiarsi in ordine alla conoscenza, alla prevenzione e alla repressione di fenomeni di bullismo e cyberbullismo."
Approvato
  • Voti totali: 16
  • Favorevoli: 12
  • Contrari: 4
  • Astenuti: 0
il 17/04/2019
Vittoria Argentino - Liceo Galileo Galilei, Piedimonte matese
ha proposto il seguente emendamento:
Emendamento all'art. 2:
Si sostituisca la dicitura "per 2 ore settimanali" con "per 1 ora settimanale"
Respinto
  • Voti totali: 16
  • Favorevoli: 5
  • Contrari: 10
  • Astenuti: 1
il 17/04/2019
teresa ruggiero - Liceo Scientifico " Galileo Galilei", Piedimonte Matese
ha proposto il seguente emendamento:
Emendamento all'art. 4 , co. 2:
si sostituisca sub a) " I anno" con " 1° anno del secondo biennio- classe III " e sub b) " II anno " con "2° anno del secondo biennio-classe IV "
Approvato
  • Voti totali: 16
  • Favorevoli: 14
  • Contrari: 1
  • Astenuti: 1

Onorevoli Senatori! - L’osservazione della realtà studentesca attuale e delle specificità che connotano il livello di approfondimento di tematiche giuridico-economiche offre un dato allarmante. Secondo una ricerca condotta da APIDGE (Associazione Professionale Insegnanti Scienze Giuridiche ed Economiche): “(…) il 66% dei nostri studenti non è messo nelle condizioni di sapere di Diritto e di Economia politica: un dato che coincide quasi perfettamente con le autovalutazioni degli studenti di analfabetismo giuridico, evidenziate nel Rapporto Trelle e nei Rapporti annuali Almadiploma.”
Una tale carenza formativa desta profonda preoccupazione in chiunque abbia a cuore il futuro dei giovani, allo stato attuale spesso assolutamente sprovvisti di strumenti utili a comprendere il mondo circostante nei suoi aspetti giuridici e giudiziari, ad esempio. Basti pensare ai grandi temi sociali (lavoro e crisi occupazionale) e alle emergenze che attualmente preoccupano il nostro vivere quotidiano (fenomeno migratorio, femminicidi, legittima difesa) per osservare che senza una cultura giuridica minima, qualsivoglia fatto può essere distorto, mal interpretato, giudicato sommariamente, prima ancora che nelle aule di giustizia, attraverso un tam tam di post e commenti disorientati e fuorvianti sui social network, a loro volta zona franca–nonostante i controlli- in cui esercitare una manifestazione del pensiero sempre più arbitraria.
L’assenza dell’insegnamento del Diritto nella maggior parte degli indirizzi liceali è una concausa di questa mancanza di consapevolezza e rappresenta un vuoto legislativo da colmare con solerzia.
Il presente disegno di legge parte dall’analisi della domanda di competenze giuridiche proveniente dagli stessi alunni liceali, che non vogliono, proprio loro che discettano di Latino, Greco e Filosofia, giungere assolutamente impreparati al confronto con i propri coetanei di altri indirizzi e sono stanchi di aspettare e sperare di essere coinvolti in progetti extracurricolari per poter comprendere lo Stato e le istituzioni, né vogliono aspettare di diventare grandi per capire cosa significhi essere cittadini, sia nella dimensione nazionale che internazionale. Si pensi, a titolo di esempio, al fatto che il diritto di voto viene normalmente acquisito nel corso del quarto anno di studi. Ebbene, gli studenti si ritrovano ad essere elettori-capiterà a maggio con le elezioni Europee- senza assolutamente conoscere le connotazioni che assistono il fondamento democratico del voto (libertà, segretezza, uguaglianza, personalità) e presentandosi, così, al loro debutto elettorale assolutamente privi di conoscenza e difesa da chi, spesso, tenterà di coartare la loro volontà.
Secondo la nostra proposta, il Diritto nei licei, con dignità di materia autonoma e con voto autonomo che concorre alla media annuale e, per suo tramite, a partire dal secondo biennio, anche al credito scolastico, rappresenta l’unica via per provare a porre un argine a queste diffuse tendenze è fornire ai giovani, a tutti gli studenti, una “cassetta degli attrezzi” cui attingere per meglio orientarsi nel caos di norme, diritti, doveri, obblighi cui tutti siamo sottoposti, per comprenderne la ragione giustificatrice e lo scopo.
Nei licei il Diritto si riappropria della propria matrice umanistica, dialoga con la Storia per studiarne l’evoluzione nei tempi, con la Filosofia e le Scienze Umane tutte, parla Latino con gli imperituri brocardi di romanistica memoria e con l’attuale vigenza di istituti secolari del diritto civile. Trasversalmente, inoltre, è permeato di lingua italiana che si fa specifica e, a volte, assume significati diametralmente opposti rispetto a quelli usuali, contribuendo a un notevole arricchimento del lessico degli studenti, altrimenti sempre più povero.
Il Diritto, declinato in chiave umanistica nei licei, dovrà condurre lo studente alla riflessione, da fare propria quanto prima, che non esiste diritto soggettivo (facultas agendi) senza un sistema coordinato e coerente di regole (norma agendi) che li assicuri e senza che a ciascuno sia imposto di fare la propria parte in punto di doveri, accettando il limite delle norme, ma anche limiti autoimposti con alto senso di responsabilità nella convinzione filosofica che non può esistere libertà di ciascuno senza che coesista con la pari libertà altrui.

Art. 1
(Finalità)
È introdotto lo studio del Diritto come materia curricolare in tutti gli indirizzi liceali a partire dall’a.s. 2019/2020 al fine di perseguire il duplice obiettivo della consapevolezza degli studenti come cittadini italiani ed europei, nonché quelli di cui alle recenti norme internazionali (Agenda ONU 2030), comunitarie (Raccomandazione UE 22 maggio 2018) e nazionali (nuova disciplina dell’Esame di Stato conclusivo del ciclo di studi).

Art. 2
(Campo di applicazione e destinatari)
La materia è introdotta, per 2 ore settimanali, nel curricolo di tutti gli indirizzi liceali presenti sul territorio nazionale con valutazione autonoma, espressa in decimali, concorrente alla media dei voti.

Art. 3
(Definizioni)
Ai fini della presente legge, si intende per:
a) “Diritto”, il bagaglio di conoscenze, abilità, atteggiamenti e competenze in ordine alla normativa nazionale (Diritto pubblico e privato), comunitaria (Diritto dell’Unione Europea) e internazionale;
b) “indirizzi liceali” e “licei” si intende ogni Liceo classico, scientifico, artistico, musicale, linguistico in cui non sia già presente l’insegnamento (fatta, dunque, eccezione del Liceo delle Scienze Umane e sua Opzione Economico Sociale).

Art. 4
(Indicazioni per gli obiettivi generali di apprendimento)
Nel corso del primo biennio, lo studente liceale raggiunge quel nucleo di competenze orizzontalmente equivalente a quanto previsto per il Liceo delle Scienze Umane e per gli Istituti Tecnici e Professionali.
Nel corso del secondo biennio lo studente liceale acquisisce ogni conoscenza, abilità e atteggiamento utili a concretare competenze in ordine:
a) alla legislazione in tema aziendale, sia dal lato della tutela dei diritti del consumatore che dell’attività d’impresa (1° anno del secondo biennio- classe III);
b) alla Esperienza dello Ius Romanorum nei suoi rapporti con il diritto civile vigente (2° anno del secondo biennio-classe IV);
Le attività sub a) e b) sono altresì conteggiate e rendicontate utilmente nell’ambito dei Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento (già Alternanza Scuola-Lavoro) di cui alla Legge di Bilancio 2018.
Nel corso del quinto anno, lo studente liceale, sulla scorta delle competenze precedentemente acquisite, consegue competenze di vaglio critico e di connessione interdisciplinare (rispetto a: Italiano, Storia, Filosofia, IRC) nell’affrontare l’esegesi dei principi generali della Costituzione italiana e delle principali libertà del cittadino, nonché nel collocare correttamente il ruolo dello Stato italiano nell’ambito delle istituzioni europee ed internazionali e la vigenza delle norme nazionali nel sistema gerarchico delle fonti del diritto, nonché nel destreggiarsi in ordine alla conoscenza, alla prevenzione e alla repressione di fenomeni di bullismo e cyberbullismo.
Le competenze acquisite nell’intero corso di studi, con particolare focus su quelle del quinto anno, sono oggetto di relazione finale ai fini della prova orale dell’Esame di Stato di cui al d.lgs. n. 62 del 2017 e della O.M. n. 205 dell’11-3-2019.

Art. 5
(Pianificazione degli obiettivi specifici per anno di studio)
Gli obiettivi generali di cui all’art. 4 sono declinati in obiettivi specifici di apprendimento, per ciascun anno di studi, con decreto interministeriale del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca-Ministero dell’Economia e delle Finanze. È fatta salva l’autonomia delle singole istituzioni scolastiche di ulteriormente dettagliare tali obiettivi tenuto conto delle peculiarità della popolazione studentesca e di ogni altra attività posta in essere per il conseguimento delle competenze di cittadinanza, nazionale ed europea in coerenza con il proprio piano dell’offerta formativa (PTOF).

Art. 6
(Verifica e valutazione)
Ai fini della verifica e della valutazione delle competenze in materia, sono predisposte prove orali e prove scritte, strutturate e/o semi strutturate, calibrate opportunamente al fine di misurare competenze linguistico-lessicali specifiche, competenze logiche ed operative, capacità di rielaborazione critica personale e interdisciplinare.

Art. 7
(Docenti titolari dell’insegnamento)
La disciplina è affidata ai docenti dell’area giuridico-economica, classe di concorso A46 (ex A019).

Art. 8
(Disposizioni finanziarie)
Dall’attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Le amministrazioni interessate provvedono all’attuazione della medesima legge con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.

Art. 9
(Entrata in vigore)
La presente legge entra in vigore il quindicesimo giorno dalla sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.
La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla osservare come legge dello Stato.

Approfondimenti

Navigando nei siti istituzionali del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati, ci siamo imbattuti grosso modo in una simile ripartizione dei contenuti.
Li abbiamo visionati entrambi, chiaramente soffermandoci di più su quello di nostro immediato interesse.
Per prima cosa abbiamo scaricato il Regolamento del Senato: non potevamo approdare alla stesura del nostro disegno di legge senza studiare cosa dispongono le norme interne all’istituzione circa le modalità di proposizione dei progetti, dell’assegnazione degli stessi alle Commissioni tematiche, se in sede referente, redigente, deliberante; dovevamo apprendere cosa il Regolamento dispone, altresì, in merito all’acquisizione di pareri e se obbligatori, da parte di altre Commissioni oltre a quella tematica (per noi, la 7ma: “Commissione permanente Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport”).
In secondo luogo, abbiamo scaricato la circolare del 2 maggio 2001, n. 1/1.1.26/10888/9.92. — Guida alla redazione dei testi normativi- da tenere presente all’atto finale della stesura del disegno di legge, della relazione illustrativa e, poi, degli emendamenti.
Studiato il Regolamento, abbiamo proceduto all’individuazione di altri progetti di legge in materia, nell’apposita sezione del sito. La parte sinistra della scheda “Leggi e Documenti”, sotto la voce “Disegni di Legge” consente la possibilità di effettuare facilmente una ricerca nei testi, nei titoli, negli emendamenti, ecc. Inserendo nel riquadro di ricerca dell’intera scheda le parole-chiave “DIRITTO SCUOLA” abbiamo trovato tutti i disegni di legge attualmente al vaglio parlamentare, notando innanzitutto che sono numerosi quelli presentati alla Camera e notevolmente inferiori quelli presentati al Senato, forse solo uno.
Per questa ragione, nella relazione illustrativa a corredo del nostro disegno, abbiamo pensato di sollecitare la sensibilità dei senatori anche a questo riguardo.
Vagliando le varie proposte, molte delle quali abbinate per l’esame in Commissione tematica (soprattutto quelle assegnate in sede referente), il sito ci ha consentito non solo di leggere i testi dei disegni, ma anche le loro relazioni illustrative, gli emendamenti proposti e anche le argomentazioni a loro sostegno.
La Commissione, in particolare, segnala che non è dato rinvenire, nei vari progetti, un qualche elemento di novità che possa distinguere tipicamente l’uno dagli altri e che, spesso, si tratta di riproposizione di disegni già vagliati e non approvati nella legislatura precedente.
Dall’insieme di tutto il materiale letto ed esaminato, incuriositi dal nome dei sottoscrittori, dei proponenti, abbiamo ricercato ancora sul web imbattendoci in una grande -e a noi finora sconosciuta- realtà civile, quella delle associazioni che si stanno battendo in materia e che sono spesso richiamate dai proponenti. Siamo, così, in grado di offrire un elenco, sicuramente non esaustivo, dello stato dell’arte attuale:
proposta n. C682 Capitanio su educazione civica;
proposta n. C734 Gelmini di educazione alla cittadinanza attiva;
proposta n. C916 Dadone su educazione alla cittadinanza responsabile e alla Costituzione;
proposta n. C988 Battilocchio su educazione alla Costituzione e alla cittadinanza europea;
proposta n. C1166 Toccafondi su educazione alla cittadinanza e alla Costituzione;
propostan. S303 Boldrini su insegnamento dell'educazione civica, di elementi di diritto costituzionale e della cittadinanza europea.
Diverse, inoltre, le iniziative provenienti extra parlamento, richiamate nei lavori della Commissione e da parte degli estensori:
proposta del Consiglio Nazionale Forense (CNF) che vorrebbe affidare l’insegnamento agli avvocati;
proposta del sindacato ANIEF (sindacato di docenti e ricercatori, di ruolo e precari) come emendamento allo scorso disegno di legge di bilancio;
proposta promossa dall'ANCI (Associazione Nazionale Comuni italiani);
petizione n. 111 anche in materia ambientale presentata dal Presidente dei Lions
Particolarmente sentita e strutturata l’azione della APIDGE (Associazione Professionale Insegnanti Scienze Giuridiche ed Economiche) la quale, letteralmente citando, segnala che: “(…) il 66% dei nostri studenti non è messo nelle condizioni di sapere di Diritto e di Economia politica: un dato che coincide quasi perfettamente con le autovalutazioni degli studenti di analfabetismo giuridico, evidenziate nel Rapporto Trelle del 2016 e dei Rapporti annuali Almadiploma..”
Navigando nel sito del MIUR abbiamo, inoltre, appurato che, tra il 2014 e il 2015, il Ministero ha messo in campo diversi progetti: “Progetto di formazione per gli insegnanti sulla cittadinanza europea”; il Progetto “Schools&Europe” per offrire agli istituti secondari di secondo grado italiani la possibilità di gemellaggi con omologhi stranieri; l’’Accordo di programma, intitolato La dimensione europea nell’insegnamento di “Cittadinanza e Costituzione”.
L’esito delle nostre ricerche ci ha fatto, dunque, apprendere che, comunque la si voglia chiamare, si desidera da più parti portare la materia nelle scuole, nel maggior numero di scuole possibili, a partire dalla scuola dell’Infanzia, a seguire con la Primaria e la Secondaria di I grado, oltre che in tutte le scuole “superiori”.
La nostra iniziativa legislativa si inserisce in quest’ultimo filone, ma ha di specifico, come già cristallizzato all’atto di iscrizione al concorso, il voler portare il Diritto specificamente nei licei, per l’imprescindibile connotazione umanistica che la materia ha e che deve essere considerata quando si voglia o almeno si tenti di assimilarla a pieno (su questo punto, la relazione illustrativa al disegno) e non lasciarla, al massimo, a un esercizio di erudizione e di sterile e stancante memoria di articoli su articoli.
Le proposte esistenti hanno come punto di vista soprattutto quello dei docenti della disciplina (che hanno le loro ragioni), infatti vanno nella direzione anche di risolvere un problema, che non potevamo immaginare, del cd “grande precariato storico” che riguarda soprattutto gli insegnanti di Diritto ed Economia.
La nostra proposta, invece, parte dall’analisi della domanda di competenze giuridiche proveniente dal basso, dagli stessi alunni, che non vogliono giungere impreparati non solo al confronto con i propri coetanei di altre scuole, ma neanche vogliono aspettare di diventare grandi per capire cosa significhi essere cittadini, per poter seguire un TG senza restare “disorientati” come se si stesse parlando di cose “altre”. Perché, a prescindere da quali saranno gli studi futuri e il lavoro che avremo, il diritto riguarda la nostra vita già da oggi, anzi già da ieri, dal giorno in cui siamo nati. Siamo cittadini sempre e non possiamo essere cittadini senza sapere cosa significhi, come-dove e quando si eserciti la cittadinanza, da dove provengano le norme cui siamo sottoposti, chi le ha create e che scopo hanno.
Ribadiamo, dunque, quanto già esplicitato in motivazione all’attività didattica con cui abbiamo intrapreso la nostra partecipazione a questo concorso, perchè tali sono la nostra convinzione e il nostro convincimento: come studenti del Liceo Economico Sociale possiamo testimoniare che chiunque abbia conosciuto per la prima volta lo jus ne sia rimasto definitivamente affascinato e formato. E questa è un’occasione che i nostri compagni di altri indirizzi non possono e non debbono perdere (lo ribadiremo, ancora, in relazione illustrativa).
Sembra facile e fin troppo immediato parlare di “Diritto” ma i suoi diversi aspetti di diritto oggettivo e diritto soggettivo, il suo necessario collegamento con i doveri, gli obblighi, gli oneri e le responsabilità prestano questo termine alle più svariate accezioni.
E il confine non dovrà mai essere rimesso all’arbitrio, all’autotutela (ciò significherebbe tornare colpevolmente indietro di secoli di coscienza ed evoluzione giuridica) bensì allo Stato e alla sua organizzazione, con le sue prescrizioni connotate dai requisiti dell’astrattezza, della generalità e della coercibilità.
Il Diritto, declinato in chiave umanistica nei licei, dovrà condurre lo studente alla riflessione, da fare propria quanto prima, che non esiste diritto soggettivo (facultas agendi) senza un sistema coordinato e coerente di regole (norma agendi)  che li assicuri e senza che a ciascuno sia imposto di fare la propria parte in punto di doveri, accettando il limite delle norme, ma anche limiti autoimposti con alto senso di responsabilità nella convinzione filosofica che non può esistere libertà di ciascuno senza che coesista con la pari libertà altrui/coattività.


SITOGRAFIA
www.senatoperiragazzi.it
www.senato.it
www.camera.it
www.cortecostituzionale.it
www.miur.gov.it
www.indire.it
www.apidge.altervista.org
www.consiglionazionaleforense.it
www.anief.org
www.anci.it
www.ilsole24ore.com
www.corriere.it
www.orizzontediscuola.it

 

Da studenti delle “scuole medie” (scuola secondaria di I grado), durante le visite di orientamento alle scuole superiori, sentivamo parlare di tante materie che, chiaramente, ancora non studiavamo, ma che dovevamo necessariamente prendere in considerazione ai fini della scelta dell’indirizzo di studi a noi più congeniale. Di Diritto (e anche di Economia) sentivamo parlare negli Istituti Tecnici e poi nel Liceo Economico Sociale (che abbiamo, poi, scelto proprio perché incuriositi dalla materia e dalla sua vicinanza con le altre materie umanistiche). In occasione del presente concorso, ci siamo finalmente cimentati nella prima ricerca, per rispondere al punto a) del bando: cosa dispone la normativa vigente in merito all’argomento prescelto, ossia l’insegnamento di questa materia? Ci sono state esperienze del passato che possono orientare e meglio completare la nostra visione della necessità di inserire lo studio del Diritto in tutti gli indirizzi liceali?
Abbiamo scoperto che la nostra idea non è del tutto nuova, ma di certo nuova è la nostra ottica visuale ed attualissima è l’esigenza di insistere su questa via (ma di questo parleremo in seguito)
La materia prende diversi nomi: “Diritto ed Economia”, che si studia per almeno 2 ore nei bienni degli Istituti Tecnici, Professionali e del Liceo delle Scienze Umane, per 3 ore nella Opzione Economico Sociale (siamo fortunati: 3 ore per tutto il corso di studi!) e nel Liceo Scientifico ad indirizzo Sportivo (questo non lo sapevamo! ma l’informazione ci torna utilissima); nel secondo biennio e nel quinto anno dell’Opzione Economico-sociale la materia continua a chiamarsi così e, a seconda dell’anno di studi, riguarda rispettivamente Diritto Civile, Diritto commerciale e Diritto Pubblico che è anche materia d’esame. La stessa ripartizione per branche avviene nel secondo biennio e nel quinto anno degli Istituti Tecnici.
Il monte ore della materia tiene conto della specificità dell’indirizzo in cui si studia.
L’opzione Economico sociale del Liceo delle Scienze Umane è stata introdotta con il DPR 89/2010 in occasione del riordino degli indirizzi liceali, mentre il Liceo delle Scienze Umane “tradizionale” rappresenta una evoluzione del vecchio istituto magistrale, poi liceo psico-pedagogico. Da quello che abbiamo letto, queste previsioni sono andate a colmare un vuoto esistente nel sistema di istruzione, essendo l’unico indirizzo liceale a dare una tale preponderanza alle materie a noi tanto care. Lo stesso dicasi, sebbene in misura ridotta, per l’Indirizzo Sportivo del liceo scientifico.
Precedentemente esisteva la Riforma “Brocca” che, dal 1992, insieme ad altre novità riguardanti altri istituti, prevedeva nel biennio dei licei classico e scientifico 2 ore settimanali di Diritto ed Economia, così adeguando il sistema di istruzione italiano a quanto omologamente avveniva in tutta Europa. Tali novità sono poi state abrogate dalla Riforma Gelmini del 2008.
Al di là, dunque, delle suddette norme che introducono il Diritto come materia curricolare nei suddetti indirizzi, in tutti gli altri licei per poter avere una preparazione almeno minima in campo giuridico, l’unica occasione è lo studio della materia “Cittadinanza e Costituzione” introdotta con la L. 169/2008 che ha convertito il DL 137 del 1 settembre 2008. Secondo tali disposizioni, a decorrere dall’a.s. 2008/2009, è stato introdotto lo studio di competenze in tema di cittadinanza (nella più ampia e vaga accezione del termine) e delle istituzioni pubbliche nell’ambito delle ore delle materie storico-geografiche e storico-sociali, tenuto anche conto di quanto disposto dal DPR 275/99 sulla autonomia delle istituzioni scolastiche che ha avuto e ha come scopo quello di fornire garanzie di libertà, di pluralismo nell’ottica dello sviluppo della persona tramite l’arricchimento dell’offerta formativa delle scuole.
In tale ottica, nel Liceo da noi frequentato, è previsto, come materia extra-curricolare, lo studio del Diritto in tutti gli indirizzi liceali (tranne nel nostro, dove fortunatamente Diritto già lo studiamo per curricolo) per un’ora settimanale nelle classi II e III. Per queste ultime, la materia, dal taglio commerciale e con agganci economici, mira a far concretizzare agli studenti le competenze teoriche valide per i Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento di cui alla Legge di Bilancio 2018 (già Alternanza Scuola-Lavoro, a regime dall’a.s. 2015/2016, come novità della riforma conosciuta come “La Buona Scuola” - la L. 107/2015-).
In definitiva, la legislazione vigente tiene conto, per ogni indirizzo e materia per materia, delle Indicazioni Nazionali per i Licei e le Linee guida per gli Istituti Tecnici e Professionali, tutte del 2010.
Ultimo step normativo, la riforma dell’esame di Maturità voluta dall’attuale ministro e accolta con un po’ di preoccupazione dai nostri compagni che sosterranno gli esami quest’anno scolastico (d.lgs 62/2017 e O.M. n. 205 dell’11-3-2019) che vede la verifica orale in materia di Cittadinanza e Costituzione nei suoi aspetti di legalità, ambiente e salute, educazione digitale e stradale.
Questo quanto alla normativa vigente nazionale. Per quanto riguarda quella europea e internazionale, lo studio del Diritto deve collocarsi nell’ambito di quanto voluto a livello sovranazionale con diverse Raccomandazioni UE, la più importante delle quali è la RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO del 22 maggio 2018 relativa alle competenze chiave per l’apprendimento permanente che introduce la competenza n. 6 “Competenza in materia di cittadinanza” che si riferisce alla capacità dei cittadini di partecipare responsabilmente alla vita civica e sociale, tenendo conto dei dettati giuridici, politici ed economici anche in ottica della sostenibilitàcomerichiesto dalla AGENDA 2030 PER  LO SVILUPPO SOSTENIBILE dell’ONU.
Nell’andare, nel punto successivo, ad approfondire nel merito la materia trattata sì da meglio enucleare l’oggetto della nostra proposta di legge, abbiamo tentato di passare in rassegna (sperando che nulla ci sia sfuggito) le proposte già all’esame delle Camere.